Inventario delle Identità

Voi siete qui:  Skip Navigation LinksHome Page > Etica > Giustizia e Identità > Testo Religioso - Testo Legale


Skip Navigation Links

Testo Religioso - Testo Legale

C'è una curiosa vicinanza fra i testi religiosi e i testi legali. Sono tenuti "nella stessa libreria": nella tradizione ebraica, il Talmud è soprattutto un'esegesi biblica, ma anche e consistentemente il testo di riferimento per le decisioni legali; non serve solo per prescrivere ciò che è giusto e ciò che è sbagliato fare, ma anche per determinare chi ha ragione e chi ha torto in dispute di diritto squisitamente civilistico. Per quel poco che so dell'Islam, la Shaarìa ha un'analoga valenza di applicazione del dettato coranico al mondo delle dispute giudiziarie. E' diverso il caso del Cristianesimo: che ha invece preferito recepire l'eredità del Diritto Romano, salvo poi interloquire sulle applicazioni di tale Diritto che ostacolano le prerogative di un Ordine Superiore.

C'è un'ulteriore vicinanza, fra i commentari religiosi e le disanime giuridiche. Per entrambi gli ambiti, vale il motto: "Il Testo è uno specchio". Con ciò intendendo che il commentatore ricava bensì dal testo originario una Verità che illumina e risolve il Dubbio; ma soprattutto l'interpretazione lascia spazio alla buona volontà, all'intelligenza e alla dedizione del commentatore stesso, che a furia di contrapporre testo a testo, pandetta a pandetta, riesce ad ottenere la nuova visione edificante dell'anelito religioso o la soluzione più equa del contrasto giudiziario. Il Testo è un pre-Testo: nel senso che il Testo rappresenta la sorgente di quello che sarà il Messaggio effettivamente diffuso, ma anche perché il collegamento fra Messaggio e Testo può essere lontano o addirittura occasionale.

Esprimiamo gratitudine alla collettiva buona volontà di tutti i commentatori, siano essi teologi che giureconsulti: ma rendiamoci conto di quanto questi siano stati a loro volta condizionati dal loro coinvolgimento identitario, di quanto noi siamo a nostra volta incanalati dalla attuale Religione e dalla attuale Giustizia a seguire progetti di vita che risentono di identità forse obsolete.

Eccovi un esempio di divertente, identitaria e obsoleta "interpretazione" legale. Martedì 28 novembre 1961 (io c'ero!): la Corte Costituzionale dichiara la legittimità costituzionale dell’articolo del codice penale che punisce l’adulterio della moglie e non quello del marito. Secondo la Corte, infatti, il legislatore non avrebbe violato il principio di uguaglianza difeso dalla Costituzione italiana. La norma sarebbe nata per tutelare l’unità della famiglia, minata più gravemente dalla infedeltà della moglie che non da quella del marito. Solo nel 1975, con la riforma del codice civile, verranno riconosciuti ai coniugi pari diritti e pari doveri.

Potreste tornare a Giustizia e Identità, se è da lì che venite. Altrimenti, vedete un po' voi.

Per qualsiasi comunicazione: info@identitario.it