Inventario delle Identità

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Stato

Le identità più comuni sono le più difficili da definire. Quando dico che sono italiano, mi dichiaro appartenente a due identità un po' diverse. Da una parte, più immediatamente, sono etnicamente italiano: cioè, parlo una certa lingua, mangio certi cibi, vivo in una certa regione della Terra, ho frequentato un certo tipo di scuole. Dall'altra, più sottilmente, sono "civilmente" italiano, cioè, sono soggetto ad un insieme predefinito di leggi, godo di un certo numero di diritti, partecipo ad una certa sequela di doveri, sono garantito e coinvolto da determinate strutture pubbliche. Sono cioè parte dello Stato Italiano.

La distinzione è opinabile: è chiaro che vi sono innumerevoli rapporti fra l'etnicità italiana e la regolamentazione della società italiana; tanto per dire, in quale altra parte del mondo avrebbe senso un Ente per la Protezione del Pomodoro di San Marzano? Lo mettiamo sul versante etnico o su quello legale? Tuttavia, a me sembra che una differenza comunque ci sia e che vada evidenziata. Del resto, ve l'ho già detto, questo è il mio sito, dovete fare a modo mio.

Quando mi identifico con le leggi, con la società, con le Autorità di un certo paese, celebro la mia appartenenza ad un certo Stato. Lo Stato è un'identità "forte", sempre coinvolgente, talvolta problematica. Esaminiamola più da vicino.

Lo Stato, da una parte, incarna la Società che, in un determinato paese, si è data un insieme di regole più o meno condivise; dall'altra, promana dalle regole che gli sono proprie e che formano la Società alla quale sovraintende. E' la soluzione che, in un dato luogo e in un dato tempo, è stata data alla convivenza umana: condivisa comunque e formata da quelle stesse persone di cui regola la convivenza. Le leggi, dunque; ma anche la gente che, in una maniera o nell'altra, ci convive. Un'identità, sicuramente; o no?

Proviamo ad applicare il criterio che abbiamo proposto:: si può tradire l'identità Stato? Secondo me, l'abbiamo tradita tutti, più o meno, una volta o l'altra. Lo Stato si incarna nelle sue leggi, e nessuno, credo, è stato sempre rispettoso di tutte le regole. Confesso di essere passato col rosso e di aver scaricato un mp3 da Internet. Sulla stessa falsariga, abbiamo tutti (credo) delle idee su come migliorare lo Stato. Tuttavia, in linea generale, riconosciamo allo Stato una funzione ordinatrice e condividiamo una rassegnata accettazione dei suoi aspetti meno esaltanti. Tutti, naturalmente, tranne i criminali, coloro che si sono messi contro la Legge e si sono esclusi da tale identità.

Secondo me, in questo come in altri casi, esiste una sorta di rimpianto per chi si è escluso da un'identità condivisa e tranquillizzante; il cosiddetto "senso civico", la "coscienza" che ci tratterrebbe dal compiere atti pesantemente contrari alla morale pubblica, risente di questo attaccamento identitario e della ricchezza che sentiamo associata alle identità "forti".

Ho richiamto uno dei miei temi preferiti (identità sentita come ricchezza personale e non cedibile). Se volete smentirlo subito, potete leggervi Criminalità Organizzata.

Per qualsiasi comunicazione: info@identitario.it