Inventario delle Identità

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Sintassi e Semantica

Sarò un po' fissato con lo Strutturalismo e i suoi successi; ma lasciatemi fare un paragone, che forse chiarifica il mio atteggiamento.

Lo sapete tutti cosa si intende per sintassi e semantica? In breve, la sintassi è la grammatica: le regole che definiscono come le parole vanno usate per costruire le frasi. La semantica è la disciplina che si occupa del significato delle parole e delle frasi: cioè, quale messaggio viene comunicato da una certa comunicazione lessicale.

Anche parlando di identità, si possono separare sintassi e semantica: dove per sintassi si intendono le regole, le possibilità, le eccezioni, le basi che, un po' più, un po' meno, caratterizzano l'esistenza e la dinamica di una qualsiasi identità; per semantica il messaggio vero e proprio che l'identità trasporta, la sua ragione d'essere, il suo individuale nucleo comunicativo e comunitario.

Detto questo: io vorrei occuparmi della sintassi delle varie identità, non della loro semantica. Come il grammatico mette a confronto "Mario mangia la mela" e "Roberto è chiamato dalla mammma" senza prestare particolare attenzione a Mario o a Roberto ma piuttosto a come la frase è organizzata, così io esamino le strutture che stanno alla base delle identità e cerco di non farmi coinvolgere dalla loro caratterizzazione.

Perché mi dilungo su questo aspetto? Perché mi rendo conto di aver proposto un paradigma scandaloso, in quanto metto sullo stesso piano identità "buone" con identità "cattive". Se hanno strutture simili il Nazismo e il Comunismo, l'Islam e la Chiesa, la Democrazia e il Terrorismo, qualcuno potrebbe protestare contro il Relativismo che tutto squalifica. Ebbene: il mio tentativo è quello di mettere in evidenza solo le strutture delle identità, per capire come queste ultime funzionano, ma non intendo sostenere la loro equivalenza o scambiabilità.

Messa così, sarei in una botte di ferro; in realtà, non è così semplice. Intanto, qualsiasi sintassi ha bisogno di esempi per sostanziarsi e farsi capire: d'altro canto, i semplici accidentali riferimenti esemplificativi ad Abu Graib o ai Preti Pedofili mi qualificano fra i "cattivi". C'è di più: un viaggio come il mio, fra identità "forti" che si combattono e si rintuzzano, non si può condurre senza una buona dose di scetticismo e sì, di relativismo. Insomma: relativista sono e continuo ad essere; se qualcuno si è sentito offeso, è possibile che io stesso abbia esagerato nella messa in prospettiva di un'identità piuttosto che di un'altra.

Cosa serve allora questa nota? A sottolineare che, per quanto io possa aver sbagliato con la semantica, il mio scopo era la sintassi; che mi aspetto contributi dal pubblico soprattutto su questo versante, ossia, sul versante delle caratteristiche generali delle identità, piuttosto che sul comportamento specifico dell'una piuttosto che dell'altra; che la mia speranza è che una buona conoscenza della sintassi delle identità possa aiutare a ridurre la violenza insita nel coinvolgimento identitario. Con la semantica delle identità, la cui analisi è stata finora prevalente, non sembra che si possa arrivare a tale obiettivo.

Ciò detto, torniamo ad occuparci di Caratteristiche.

Per qualsiasi comunicazione: info@identitario.it