Inventario delle Identità

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Sacrifici

Segno di appartenenza e di benemerenza è il sacrificio; inteso, talvolta, come sacrificio estremo in nome della causa, cioè martirio: e ne abbiamo parlato in Eroi-Traditori; più banalmente, come attività di per sé frustrante (almeno, secondo "altre" appartenenze), ma che viene comunque effettuata per testimoniare il proprio coinvolgimento identitario e ricavare un "premio" di appartenenza. I premi che vengono riscossi per il sacrificio compiuto possono essere i più diversi; per fare qualche esempio: una rinnovata "felicità" di appartenenza; un'autorizzazione a maltrattare "gli altri", quelli che quell'appartenenza non condividono; uno "status" riconosciuto all'interno del gruppo identitario; il perdono per un comportamento "sbagliato". Talvolta, il sacrificio viene "mascherato" da "gioia" per la persona coinvolta e considerato premio a se stesso. Ma andiamo più nel dettaglio.

Il sacrificio, per come lo conosciamo, nasce all'interno delle identità religiose; anzi, rappresenta uno dei canali più usati, nell'antichità, per la comunicazione fra Uomini e Dei. Tipicamente, veniva sacrificato un animale, pagato dal Credente e mangiato dal Sacerdote e dai poveri; in cambio, il Credente ottiene dal Sacerdote un vaticinio favorevole e/o l'approvazione del Dio. Nei primi secoli dell'Era Volgare, si è pervenuti in Occidente ad un cambiamento sostanziale: al posto dell'animale è stata accettata la recita delle preghiere da parte del Credente e l'elargizione di un obolo per la sopravvivenza dell'Istituzione.

Esistono altri sacrifici legati alle appartenenze religiose. L'Ebraismo è denso di infinite regole cervellotiche di comportamento e di alimentazione, tutte legate ad interpretazioni autorevoli e masochiste del dettato biblico: dal non accendere il computer di Sabato al non mangiare la cotoletta alla Valdostana, ce n'è per tutti i gusti. D'altro canto, queste stesse arbitrarie regole hanno contribuito a mantenere viva un'identità a priori condannata all'estinzione. Meno pesante è il fardello delle grandi religioni di massa: il Cristianesimo prevedeva il Venerdì di magro, ma mi sembra che non sia più attuale; alcune Chiese prevedono la Confessione e il pentimento dei peccati commessi; per i preti cattolici, è previsto il celibato; per l'Islam, è bene che il fedele effettui un viaggio alla Mecca; le religioni abramitiche condannano tassativamente il sesso al di fuori del matrimonio; tutte le religioni prevedono l'elemosina ai poveri.

L'appartenenza ai partiti politici ha in comune con le religioni la necessità di un finanziamento a carico degli iscritti. Per il resto, ci si aspetta il voto del simpatizzante e si apprezza un'eventuale partecipazione al dibattito interno: se c'è. Non dimentichiamo la richiesta di volontariato per sostenere il Partito nelle sue varie attività: ne ho fatto un accenno nelle Alleanze di base.

Anche lo Stato fa le sue richieste: tipicamente, le tasse. Sembra che ognuno voglia il suo obolo. So inoltre quanto pesa ai ragazzi andare a scuola: almeno, ai miei. In genere, è obbligatorio obbedire alle leggi delle Stato: e questo può costituire un sacrificio rispetto alle pulsioni individuali. Non è che si ottengano grosse soddisfazioni in contropartita: il più delle volte, si evita di finire in galera o di prendere una multa.

A prima vista, le Etnie sembrano esenti da sacrifici particolari: uno vive come gli va di vivere. Tuttavia, ricordiamoci dei Migranti e degli attriti fra diversi ambiti culturali. La tragedia di Hina, ammazzata dalla famiglia perché voleva vivere all'Occidentale, ci dice che quegli attriti vengono pagati dolorosamente da chi ci è coinvolto, sia quando si partecipa alla società esterna, sia quando ci si rinserra nell'ambiente originario.

Che la criminalità organizzata imponga le sue estorsioni, sembra una tautologia: quasi tutti i negozianti conoscono la tassa nascosta che pagano ai mafiosi, per evitare guai. Un sacrificio non voluto ma inevitabile. Possiamo citare anche un'altra situazione più interna al meccanismo criminale: i lunghi anni di prigione del mafioso che non si pente.

Più leggero ma non meno impegnativo è il carico delle tifoserie sportive: la trasferte legate al campionato di calcio possono essere faticose e dispendiose. E' vero che, in un certo senso, fanno parte del divertimento. Le birre che i tifosi inglesi bevono (quando sono all'estero!) sono davvero un sacrificio?

L'attività all'interno di un'azienda o di un'organizzazione richiede continui sacrifici: specie nella gestione dei rapporti umani e nell'immedesimazione negli obiettivi comuni. Non riesco a farvi degli esempi: ma pensate a quello che facevate a scuola per non deludere i vostri compagni o agli straordinari che avete profuso in quel vostro ultimo progetto.

Campo di elezione del sacrificio è la famiglia: sarà che mia madre ricordava sempre i suoi sacrifici a tutti quanti. Esiste infatti anche una modalità di sacrificarsi davvero per gli altri membri della famiglia che prevede poi di farglielo pesare per il resto dell'esistenza. Come dicevamo, la ricompensa del sacrificio può essere sorprendente.

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