Inventario delle Identità

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Prolegomeni

Sono affascinato dai grandi pensatori tedeschi dell' '800: quelli che si sedevano alla loro scrivania e reinventavano il mondo, compreso di corna, coda e scaglie, scrivendo volumi su volumi con tutti i dettagli di una realtà inventata e obbligatoria. Tipicamente, scrivevano i "Prolegomena ..." di qualcosa, cioè l'introduzione ad una nuova scienza che rivoluzionava tutto lo scibile. Anch'io! Lo faccio anch'io!

Allora, che titolo usiamo? "Prolegomena per una fenomenologia dell'identità". Grandioso. Sarebbe piacevole far seguire al titolo qualcosa di altrettanto significativo.

Vediamo cosa suggerisce il titolo. Intanto, si tratta di prolegomeni: cioè, sono primi passi, tentativi iniziali; può darsi che si sbagli, che si dicano delle castronerie. E' vero: e tocca a voi correggere gli errori più evidenti. Fatemi sapere!

Fenomenologia: cioè, ciò che succede, quello che si "vede". Le cose come sono, non come dovrebbero essere, non come potrebbero essere. Il "comportamento" dell'identità, o meglio, delle identità: perché la nostra assunzione, di base, è che esistano delle caratteristiche in comune fra tutte le identità; oppure, più modestamente, delle caratteristiche che sono comunque condivise da identità diverse e che ci daranno, si spera, un'idea di come interagire con queste entità. Ma questo lo vedremo in altre sezioni, sotto altri capitoli. Per il momento, vogliamo solo capire come "funziona" un'identità.

Quando ero giovane, un po' di tempo fa, andava per la maggiore il concetto di "struttura". Non che l'abbia mai capito troppo bene: ma prenderò a prestito quello che ho orecchiato. La mia assunzione è che le identità abbiano delle "strutture" in comune, delle caratteristiche, delle costanti, delle dinamiche che, magari con nomi diversi, si ritrovano spesso all'interno del "mondo" delle identità. In questa sezione, vorrei tracciare un quadro di queste "strutture".

 Per esplicitare queste strutture, devo mettere a confronto identità diverse. La mia visione è quella di un tabellone, dove le "righe" sono le diverse identità considerate, le "colonne" sono i momenti significativi del coinvolgimento identitario, le singole "caselle" illustrano come quella identità affronta quel gradino, se per essa è significativo. Sia chiaro: il tabellone non è stato realizzato, ne sono state compitate solo alcune caselle; ciò non toglie che, nel seguito, a questo tabellone si farà riferimento.

A trovare le similitudini fra identità diverse, si offende gravemente chiunque venga coinvolto: ad affrontare le identità in generale, si offendono tutti. Diciamo che l'ho messo un po' in conto, di dispiacere a qualcuno: ciò non toglie che io debba fornire uno straccio di autodifesa.

Intanto: sono ebreo, democratico, occidentale, maschio eterosessuale, rispettoso della Legge. Penso che le mie caratteristiche identitarie siano le migliori possibili: altrimenti le avrei cambiate. Tuttavia, sono interessato a capire perché tanta gente abbia caratteristiche diverse dalle mie e come funziona il "loro" mondo. Questa esigenza mi pone in una condizione di assoluto relativismo: non posso capire gli altri se non considero possibile il loro punto di vista. Il relativismo non gode di buona stampa, di questi tempi; il solo sospetto di relativismo suscita riprovazione e rifiuto, in alcuni ambienti. Bene, questo è quanto: questo sito è quanto di più relativista troverete in circolazione; se non vi va bene, è il momento di navigare da qualche altra parte. Per sottolineare il concetto: hic sunt leones! Detto in altra maniera: ricordate la pillola blu e la pillola rossa che vengono offerte a Neo, il protagonista di Matrix? La scelta rispettivamente fra una realtà gradevole ma fasulla e un mondo da incubo ma reale? Bene, se continuate la lettura è come se aveste preso la pillola rossa! O sono un po' melodrammatico?

La prossima pagina è (finalmente!) Tipi di identità.

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