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Preti Pedofili ed Eteronomia

Devo stare attentissimo a dove metto i piedi: non sono Cattolico, non sono neanche Cristiano; non sono uno psicologo, non sono un giurista; non sono autorizzato né a consigliare, né a scusare, né a condannare; nel merito della vicenda dei Preti Pedofili ho naturalmente le mie opinioni, ma è giusto che le tenga per me.

C'è tuttavia un aspetto di questa vicenda che mi sento di affrontare perché esemplifica un nodo cruciale del confronto identitario. Parlo di Eteronomia, della situazione cioè nella quale due diversi codici giuridici si trovano ad essere entrambi invocati rispetto ad una stessa situazione e ad entrare in contrasto sulle azioni da intrapprendere.

Nel caso specifico, parliamo di Diritto Canonico, la raccolta delle leggi e delle direttive che regolano la vita della Chiesa Cattolica, e della Legge dello Stato, così come è applicata e diversificata nei vari paesi in cui gli episodi di pedofilia dei sacerdoti si sono verificati. Tipicamente, l'episodio criminale veniva denunciato all'interno della Chiesa e giudicato secondo il Diritto Canonico, con tanto di investigazioni, processo, testimoni, giudizi, pene comminate. Storicamente, in questi procedimenti, è stata applicata una particolare attenzione per la riservatezza e il segreto, sia nel corso del giudizio sia dopo la conclusione dello stesso: di modo che le gerarchie ecclesiastiche coinvolte e le vittime delle violenze hanno evitato di denunciare l'accaduto alle autorità civili. Questa clausola di riservatezza era dovuta probabilmente a svariate considerazioni: all'inizio del procedimento, era necessario evitare che accuse infamanti marchiassero degli innocenti per la vita; alla fine del procedimento, dopo che Madre Chiesa aveva preso tutti i provvedimenti del caso, sembrava inopportuno aggiungere punizioni civili e comunitarie a carico di chi era già stato sanzionato: un po' come evitare la doppia tassazone dei redditi prodotti all'estero; in alcuni paesi inoltre la Giustizia Civile riconosceva risarcimenti milionari alle vittime degli abusi e li faceva pagare alla Chiesa: pertanto, per la stessa sopravvivenza fisica delle piccole diocesi, era meglio che quei processi non fossero celebrati; tuttavia, una preoccupazione sembra fosse prevalente: evitare che il disdoro evocato dai suoi rappresentanti criminali ricadesse sull'Istituzione e danneggiasse la fiducia dei fedeli e il loro coinvolgimento identitario nella Fede. Insomma: un problema di Comunicazione.

E' proprio la tendenza alla riservatezza che innesta il problema dell'Eteronomia. Infatti, se la Chiesa avesse preso le opportune misure nel suo ambito e la Giustizia Civile avesse comunque fatto il suo corso, avremmo degli esempi di tranquilla convivenza fra sistemi legali paralleli ed indipendenti. Nel momento in cui il Diritto Canonico e la sua prassi applicativa producono la non denuncia del reato, il Diritto Canonico entra in contrasto con la Legge dello Stato e prefigura una contrapposizione ed un'Eteronomia.

Come mai tanta attenzione ad un fenomeno, come l'Eteronomia, che sembra tutto sommato marginale e tecnicistico? Perché è una sindrome più diffusa di quanto generalmente non si ritenga. Perché quando la mia Legge entra in contrasto con la tua Legge, è la mia Identità che si mette contro la tua; tendenzialmente, si tratta di un catalizzatore per il conflitto e per la violenza.

In questo quadro, non si può che elogiare le recenti mosse della Chiesa che vogliono eliminare la prassi del segreto, causa di tutte le distorsioni, e rendere quindi naturale la comunicazione con le autorità civili: abbiamo perciò la possibilità di una serena convivenza delle due legislazioni. Tuttavia, sarà opportuno avere ben presente la "naturale" tendenza della Chiesa alla protezione della propria onorabilità e quindi verificare negli anni quanto le nuove direttive troveranno applicazione.

Consigli di lettura:

Comunicazione

Dizionario

Giustizia e Identità

Mysonofabitch

Testo Religioso - Testo Legale

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