Inventario delle Identità

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Preti Pedofili e Comunicazione Interna

La Chiesa Cattolica sta proseguendo nella sua coraggiosa iniziativa contro la Pedofilia del Clero. Pur non essendo direttamente coinvolto, ne approfitto per evidenziare un tema che mi sta a cuore: e lo faccio a partire da un articolo apparso sul Corriere della Sera (se è ancora on line, lo trovate qui ). Metto in evidenza quel frammento in cui vengono elencati gli errori che i Vescovi commettono e che, direttamente o indirettamente, rendono più difficile combattere la piaga della Pedofilia del Clero. Per citare l'articolo:

"Un sacerdote americano, monsignor Stephen J. Rossetti, ha elencato i sei errori che i vescovi non devono ripetere: non aver ascoltato le vittime e essersi fatti manipolare dagli aggressori che mentivano; il «sottostimare» gli abusi nella propria diocesi; il credere che i pedofili «possano essere curati e non rappresentino più un rischio»; un senso «malinteso» del «perdono» per i colpevoli; la «formazione insufficiente dei sacerdoti», anche sulla sessualità; e l’«ignorare i segnali d’allarme»."

Ho già dedicato un altro Blog a questo argomento (Preti Pedofili ed Eteronomia); in esso, citavo l'importanza della Comunicazione nei rapporti di un'Identità con il mondo esterno. Anche in questa occasione il problema è la Comunicazione: ma si tratta di Comunicazione interna all'Identità stessa. Praticamente, ognuna delle pratiche bollate come negative può essere ricondotta a ciò che, in ambito aziendale, viene etichettato come "problema di Comunicazione". Prestare ascolto ad una sorgente di informazioni e ignorarne un'altra; avere un'idea sbagliata della realtà; credere risolto un problema che risolto non è; non aver capito l'autentica applicazione di una procedura; commettere errori nella preparazione del personale; non riconoscere l'emergenza quando si presenta: sono tutti comportamenti ben noti e ben stigmatizzati in tutti i corsi di "management", quelli che ti insegnano come va diretta la tua azienda. E che vengono appunto radunati sotto l'etichetta "problemi di Comunicazione".

Tutti d'accordo, allora? Il problema della Pedofilia nella Chiesa Cattolica si risolve elevando i Vescovi ad una più intensa Comunicazione, o Comunione che dir si voglia? Andiamoci piano: il problema è sempre più complicato e più nebbioso di quanto non si vorrebbe.

Intanto, annotiamo che il famigerato "problema di Comunicazione", così frequentemente citato nei corsi di Management, è diventato una barzelletta: qualsiasi incaglio aziendale diventa troppo facilmente un "problema di comunicazione", dal nascondere i fallimenti di tizio all'incapacità di caio di fare il suo lavoro. Si tratta di un mantello troppo ampio e troppo spesso, che serve bensì ad inquadrare i problemi, ma che non fornisce le soluzioni.

Più specificamente: nel precedente blog abbiamo individuato la causa della persistenza della Pedofilia ecclesiastica in meccanismi sostanzialmente identitari, come la sindrome Mysonofabitch; qui, invece, viene incolpata la Comunicazione. Su cosa dobbiamo agire, sulla Comunicazione o sull'Identità? Ebbene, dobbiamo prenderle in considerazione entrambe. Già in Comunicazione versus Identità e Identità versus Comunicazione abbiamo cercato di delineare quanto i due mondi hanno in comune, come sono ripiegati l'uno sull'altro e quanto profondamente interagiscano fra di loro; nell'esempio specifico che stiamo considerando, dobbiamo chiederci la motivazione degli "errori di Comunicazione" individuati da Monsignor Rossetti: ed inevitabilmente, alla base di quegli errori, direttamente o indirettamente, riconosceremo motivazioni identitarie. Le une si appoggiano agli altri, gli errori di Comunicazione e le istanze identitarie sono intessute a sostenere lo stesso comportamento: che può quindi essere modificato solo intervenendo su entrambi i fronti.

Consigli di lettura:

Preti Pedofili ed Eteronomia

Comunicazione

Mysonofabitch

Per qualsiasi comunicazione: info@identitario.it