Inventario delle Identità

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Presupposto Universalistico

Ho accennato al fatto che le identità "forti" si rifanno ad un presupposto universalistico: il fatto cioè che quella data identità è talmente giusta e positiva che essa deve essere abbracciata da tutti gli esseri umani, per il Bene loro e dell'Umanità presente e futura.

E' un afflato tipico delle religioni missionarie, dell'Islam, di tutti i sistemi politici, delle etnie conquistatrici del mondo. L'inconsistenza di tale totalizzante pretesa è insita nella molteplicità stessa dei pretendenti: hanno ragione i Cattolici o i Protestanti? L'Islam o i Cristiani? I Comunisti o i Democratici? Solo con la "fede", con la fiducia cioè nella propria superiorità e nel futuro trionfo della propria bandiera, si riesce a superare questa antinomia; ma si tratta di una soluzione valida solo per gli adepti.

Il presupposto universalistico è un convincimento pericoloso: perché posso avere degli scrupoli a massacrare una popolazione se lo faccio nel mio interesse, non ne ho nessuno se lo faccio nel loro. Purtroppo, sembra che ci sia una connessione fra grandi sistemi identitari e pulsioni totalizzanti; se sono investito dall'Autorità Divina, o se posseggo la chiave delle felicità dei popoli, non riesco a tirarmi indietro e lasciare che gli altri si comportino come vogliono: devono necessariamente condividere la mia scienza, la mia convinzione, la mia gioia. Per il loro bene.

Non è un problema di immediata soluzione. Personalmente, ho sviluppato la teoria della Contrazione, per trovare un'alternativa a questi precipizi. La vedremo nel seguito; tuttavia, resta un problema di fondo. E' difficile, è quasi impossibile convincere delle proprie, scarne ragioni chi ha definitivamente risolto tutti i problemi.

Su questo stesso tema, potete leggervi l'Antikant.

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