Inventario delle Identità

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Presentazioni

Quando stabilite un qualsiasi sodalizio con un gruppo di persone che non conoscete, per prima cosa scattano le Presentazioni: chi sono io, chi sono gli altri. Oltre al vostro nome e cognome, ci sono altre informazioni che volete comunicare e che ricercate dagli altri: si tratta delle rispettive appartenenze. Infatti, nessun rapporto o comunicazione può prescindere dalla reciproca collocazione nell'universo identitario, in particolare per quelle connotazioni che hanno attinenza con l'interazione che sta per aver luogo. In soldoni: l'amico Noseda porta il camice di Dentista nel suo studio, di fronte ai suoi pazienti, ma è un tripudio di nerazzurro Interista quando si avvia allo stadio.

Stiamo parlando, ovviamente, di Comunicazione, e per una trattazione più generale vi rimando alla sezione apposita; qui ci contentiamo di verificare quanto diffusa sia la volontà di sottolineare la propria scelta identitaria. Vorrei anche mettere in evidenza la proporzionalità fra tratti identificativi identitari e coinvolgimento identitario: tanto più un'identità è per me importante, tanto più mi circonderò di segnali che manifestino al mondo la mia scelta. D'altro canto, valgono gli inevitabili "trucchi" del meccanismo comunicativo. Ad esempio: posso cercare di "glissare" su una mia identità se penso che non sia congrua alla situazione nella quale mi presento; come pure posso enfatizzare un'identità a cui non appartengo per confondermi nel gruppo o per conseguire vantaggi particolari. Al solito: ci capiamo meglio andando nel dettaglio.

 L'appartenenza religiosa è tipicamente abbastanza discreta: non ho la percezione della religione di qualcuno se lo incontro casualmente. Tuttavia, ci sono delle eccezioni. Ci sono i simboli religiosi, più o meno evidenti, che sono attaccati alle catenine portate intorno al collo; preti, suore, frati, ebrei ortodossi, donne mussulmane velate, tutti hanno un vestiario particolare, una "divisa", che evidenzia la loro scelta; è raro che la jalabija venga indossata da un non mussulmano; i pastori evangelici in fase missionaria indossano un'apposita targhetta; gli adesivi di Comunione e Liberazione tappezzano macchine e scrivanie.

La Politica identifica i suoi sodali tramite le tipiche spillette tonde, con il simbolo del partito: che possono diventare anche fermacravatte o polsini, secondo l'inventiva degli agit-prop. Una citazione speciale va alla Lega: che ha rivendicato un colore, il verde, come testimonianza che i suoi adepti devono comunque mostrare in pubblico. Significativa appartenenza denuncia spesso il giornale che viene comprato e portato in giro: che sia "La Padania" o "Il Manifesto".

Il Localismo sembrerebbe anonimo: raramente i costumi folcloristici vengono indossati nei giorni feriali. Invece, in Italia condividiamo un marcatore territoriale esplicito e diffusissimo: la "coccina" dialettale, che distingue immediatamente il Ligure dal Veneto dal Siculo, che rivela regione e provincia e talvolta singola valle montana. D'altro canto, le prime parole dette dal nostro interlocutore ci dicono anche quanto "nazionale" egli sia, se è un migrante e talvolta quale sia il suo paese d'origine. Questo tipo di identificazione utilizza anche l'aspetto fisico della controparte: gli occhi a mandorla degli orientali, la pelle nera degli africani.

L'appartenenza aziendale non denota i suoi dipendenti, fatta eccezione per qualche categoria a cui è imposta la divisa: esercito, polizia, netturbini, operai in tuta, medici in camice. Si tratta di divise: indossate quindi solo sul luogo di lavoro, hanno una funzione definita e limitata. D'altro canto, l'uomo in "giacca e cravatta" vuole segnalare con l'abito formale il suo lavoro "di concetto"; spesso continua ad indossarlo anche al fuori dell'ambito lavorativo.

Corpo, sessualità ed età sono spesso denotazioni evidenti che entrano immediatamente a far parte del rito dell'Incontro. Un discorso a parte merita l'Omosessualità: spesso rinnegata e nascosta e temuta; altre volte mostrata ed esibita e sottolineata, quasi a sfidare l'approvazione o la ripulsa dell'interlocutore. Forse, sono solo prevenuto. O vecchio.

E' vero, la maggior parte delle identità sembrano non comparire nella fase di Presentazione. Ma questo accade perché abbiamo dimenticato vari elementi del Rito dell'Incontro: anzitutto, il luogo dove avviene la transazione e le sue implicazioni; poi, le prime frasi che vengono scambiate, le prime basi della Conoscenza reciproca. Se riuscite a registrare quei primi approcci, potete notare quante dichiarazioni di reciproche appartenenze vi compaiono. O almeno: questo è quello che mi sembra. Verificate voi. 

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Per qualsiasi comunicazione: info@identitario.it