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Omosessuale Palestinese

28/10/2009

Riporto la notiziola così come è comparsa sul Corriere della Sera on-line di oggi:

Medio Oriente: gay palestinese in pericolo salvato da colono ebreo

28 Ottobre 2009 11:16 ESTERI

TEL AVIV - Un gay palestinese in pericolo ha trovato rifugio nell'abitazione di un colono israeliano in Cisgiordania. Lo riferisce il quotidiano 'Yediot Ahronot'. Il palestinese, che da dieci anni convive in Israele con un ebreo, dieci giorni fa ha voluto incontrare il padre, che soffre di una grave malattia. Non potendo tornare nel villaggio di origine - dove le sue tendenze sessuali sono molto invise - ha incontrato il padre in Cisgiordania, a breve distanza da un posto di blocco militare. Quando ha provato a rientrare in Israele, pero', i soldati lo hanno bloccato. Pur spiegando ai militari che nel suo villaggio la sua vita sarebbe stata in pericolo, questi si sono mostrati inflessibili. A "salvarlo" un colono che abita in un insediamento della zona, e che il palestinese aveva conosciuto anni prima. Fonti militari dicono che il suo ritorno in Israele non e' possibile per imprecisate ''ragioni di sicurezza''. (RCD)

L'episodio può essere letto alla luce dei moteplici coinvolgimenti identitari che invoca, contrappone e sovrappone: omosessuali ed eterosessuali, Israeliani e Palestinesi, civili e militari, coloni ed autoctoni, familiari (il padre, l'ebreo convivente, il colono "amico") ed estranei. Tuttavia, ve lo segnalo per un'altra ragione. A me sembra che la notizia più significativa sia quel ritorno in Israele vietato "per imprecisate 'ragioni di sicurezza'", divieto mantenuto nonostante il pericolo di morte corso dal protagonista; il titolo dell'articolo, invece, sottolinea solo il "salvataggio" operato dal colono ebreo. Certo, fa più notizia la collaborazione fra nemici giurati che l'ennesima diatriba fra gli stessi; tuttavia, quando non ci si accontenta del titolo e si va a leggere il dettaglio dell'articolo, si viene presi da un effetto straniante scoprendo che il "pericolo" da cui l'israeliano ha salvato il palestinese era in realtà provocato da altri israeliani. Tutto questo per ricordare che la titolazione guida l'attenzione e la comprensione dell'articolo e della realtà; e per sottolineare come la percezione di quest'ultima sia mutevole e cangiante, a seconda di come viene indirizzata e guidata.

Volete qualche consiglio di lettura? Eccoveli!

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