Inventario delle Identità

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Non Comunicazione

La Comunicazione è talmente pervasiva che anche la Non Comunicazione è Comunicazione. Vediamo qualche esempio.

Silenzio. Quante cose comunica il Silenzio. Anche a voi avranno raccontato che l'ottocentesco Carbonaro mandava una lettera bianca agli altri congiurati per segnalare una situazione di massimo pericolo. In un ambito completamente diverso: per eseguire il brano 4'44" di John Cage il pianista siede al pianoforte per il tempo indicato senza suonare nemmeno una nota - e senza fare nient'altro. Ancora: la morte di mio padre, il suo definitivo Silenzio, mi ha costretto a "mettere la testa a posto", a sposarmi, ad avere dei figli: perché questo era il lascito sottinteso delle innumerevoli generazioni che mi avevano preceduto, perché questo era il messaggio inespresso della sua scomparsa. Legato al Silenzio c'è il Segreto, il non detto per antonomasia, centro e fulcro di ricerche, di frustrazioni, di fraintendimenti, di agnizioni; e il suo "vicino" concettuale, il Mistero, con il tremito di sovrannaturale che immediatamente ci trasmette.

Rumore. Gli ingegneri delle telecomunicazioni, prima dell'attuale era digitale, erano ossessionati dal rumore, dall'interferenza, da ciò che rende oscuro o corrompe il messaggio. Ebbene, il "rumore", l'errore, può diventare esso stesso messaggio! Ad esempio: nel Macbeth, il protagonista si erge su "this bank and shoal of time", su questo banco e secca del tempo; solo che Shakespeare non ha mai scritto quel verso: ha scritto "this bank and school of time", questo banco e scuola del tempo. Un ignoto copista ha commesso un refuso e ha "migliorato" il testo originale; potenza dello sbaglio.

Ambiguità. Una comunicazione monca o disturbata, indeterminata o inaspettata, invoca una risposta dal ricevente, chiede l'instaurazione di un dialogo, sollecita il completamento, l'iniziativa, il coinvolgimento del destinatario. I Maestri dell'infinita interpretazione talmudica sollecitano a non fornire spiegazioni "già masticate", ma a lasciare che lo studente impari ad utilizzare le proprie risorse concettuali. Le Barzellette richiedono solitamente un salto logico, l'instaurazione di una inaspettata similitudine. L'Arte  ci intriga con il non detto o con il "troppo" detto, con la necessità di un nostro contributo, di una scelta, di un percorso personale. Talvolta la polisemiticità e l'invito al dialogo sono un trucco per catturare la nostra Attenzione; frequentemente, della nostra opinione, di quello che siamo, che vogliamo trasmettere, non gliene importa niente a nessuno. Alègher!

Domande. Si tratta di un'altra comunicazione anomala, ma comunicazione purtuttavia. Non solo perché la questione che pongo descrive i miei interessi, le mie conoscenze, le mie non conoscenze, il percorso che sto seguendo in quel momento, l'obiettivo che mi sono prefisso; ma anche perché spesso la domanda contiene la sua risposta, o almeno instaura un clima, determina una situazione, e talvolta è quello il suo scopo effettivo. Mi viene in mente "La Casa Russia", di Le Carré; il soprassalto finale del thriller è basato sulla rivelazione di domande, non di risposte. Vi rimando anche alla barzelletta La Giusta Domanda, molto appropriata.

Menzogne. Come diceva mia madre, le rare volte che raccontava delle sue staliniane prigioni: "Nega tutto, nega sempre, anche l'evidenza!". Parliamo delle comunicazioni scientemente false, non dell'occasionale fraintendimento. Evidentemente, anche queste aumentano l'Intercapedine a cui abbiamo accennato; tuttavia, non dimentichiamo che si tratta comunque di Comunicazione: il buon mentitore circonda la sua menzogna di verità circonstaziate, per renderla più credibile. Quando rivelata, la menzogna è illuminante rispetto al mentitore. Spesso la menzogna definisce un mondo del "voler essere", della possibilità esclusa e rimpianta, che è definità bensì dal mentitore ma che viene creduta e confermata per nostalgia o bisogno di un Ordine nel Mondo; talvolta, tale sentimento è talmente forte che la menzogna diventa realtà. Consideriamo per esempio le "voci" di Borsa: l'annunciata salita o discesa di un titolo, per cause più o meno verosimili, ne comportano effettivamente l'oscillazione corrispondente. Vicina a questa "menzogna construens" è la Teoria del Complotto: è in atto un'orribile, segreta macchinazione che cerca di farmi credere qualcosa di contrario ai miei più radicati principi; ma per fortuna io l'ho scoperto e correrò ai ripari. E' interessante notare come una buona Teoria del Complotto non possa essere scalfita da nessun richiamo alla realtà; d'altra parte, ogni adesione ad una Teoria del Complotto testimonia la nostra segreta coscienza e paura dell'Intercapedine. Purtroppo, non stiamo discettando di semantica accademica; si tratti di menzogna o di Teoria del Complotto, "I Protocolli dei Savi di Sion" sono un banale falso, ma costituiscono il documento preso a giustificazione del micidiale Antisemitismo del ventesimo secolo.

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