Inventario delle Identità

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Mappe dell'Integrazione

John Widdup Berry è un professore di psicologia in un'università canadese. Ha scritto tanto, si è occupato di tante cose: se volete saperne di più, su di lui, potete andare qui  . In questo lemma, vi mostrerò solo un paio di schemini che ho ricavato da una sua presentazione, rielaborandoli a modo mio. Al solito: magari ho forzato un po' la mano, nel copiare; ma tanto il sito è mio e comunque: di qui non passa mai nessuno.

Berry suggerisce che, nell'incontro fra due o più identità, si presentino contemporanemente due approcci: la chiusura, che porta a difendere e a fortificare la propria identità, e l'apertura, che invita a confrontarsi con il nuovo ed a permettere all'identità "aliena" di  interagire con le proprie abitudini. La maggiore o minore adesione a tali approcci dà luogo alle diverse modalità di gestione sociale e di gestione individuale della situazione. Oh, insomma, bando alle ciance: eccovi la prima Mappa, la Mappa "sociale":

 

Ognuno può fare le considerazioni che reputa più opportune. Secondo Berry, l'optimum sociale corrisponde alla casella "Multiculturalismo". Anche secondo me! Ma il tema è controverso, c'è gente che alla sola parola "Multiculturalismo" ha le convulsioni. Non ho intenzione di suscitare polemiche: è una mappa quella che vi sto mostrando, il punto di partenza e il punto di arrivo decideteli voi.

Cerchiamo di tenerci leggeri anche nella prossima Mappa, la Mappa Individuale:

Anche qui, il buon professore ritiene che il punto di arrivo ottimale sia l'Integrazione, la situazione cioè nella quale l'individuo mette in atto il massimo di conservazione del suo patrimonio identitario e di apertura all'identità con la quale è entrato in contatto. Naturalmente, questo grafico è speculare al grafico precedente e mette in rapporto atteggiamenti congruenti. Tanto perché vi rileggiate Le Due Macedonie, a cui sono particolarmente legato.

Queste mappe sono concettualmente piacevoli e piacevolmente concettualizzabili. A mio parere, soffrono di una tara che affligge molti di coloro che, presi dal sacro fuoco della convivenza a tutti i costi, si occupano di migrazioni: e cioè, trascurano l'esistenza dei problemi. Nel caso particolare, chi ci garantisce che sia possibile ottenere contemporaneamente il massimo dell'identità originaria e il massimo dell'identità di arrivo? Chi ci dice che la casella verde sia lì, tutta bella liscia e disponibile, e non venga invece percorsa da buche, trappole,  terremoti dai colori più violenti? Perché mai due identità che si incontrano dovrebbero trovare "naturale" l'interazione reciproca per diventare "qualcos'altro", in celestiale armonia? L'esperienza di qualche millennio ci dice che puntare sulla casella verde è il gioco perdente. Tuttavia, le mappe ci invitano a valutare, almeno, le difficoltà di un percorso del genere.

Prima di procedere con questa valutazione, volevo ricordarvi i quattro rabbini del Il Mio e Il Tuo. Potete divertirvi a trovare le assonanze fra l'antica saggezza rabbinica e le quadripartizioni proposte da Berry. Dite che, per voi, il divertimento è un'altra cosa? D'accordo, non vi trattengo più: parliamo di Riconoscimento e Migranti.

Per qualsiasi comunicazione: info@identitario.it