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La Buona Fede, la Mala Fede

Al Nemico viene spesso attribuita una colpa in più: la malafede. Non solo egli si batte per una causa sbagliata, per obiettivi deleteri, per palesi devianze; ma questi fantasiosi propositi che sbandiera a propria giustificazione sono solo un travestimento per altre, ignobili pulsioni. Prendiamo, ad esempio, Bush figlio. Per alcuni, la campagna irachena era ingiusta già nelle sue motivazioni palesi: la ricerca delle armi di distruzione di massa di Saddam, la lotta al terrorismo islamico di Al Quaida, la diffusione della democrazia al seguito degli eserciti occidentali, la creazione di un avamposto filoamericano nella tormentata regione mediorientale. Tuttavia, queste motivazioni potevano ancora essere ragionevoli, se pure sbagliate; ecco allora che si scopre la vera ragione dell'agire dell'ex presidente: il petrolio! Bush è andato in Iraq per accontentare i petrolieri, suoi finanziatori, e per arricchirsi personalmente con l'oro nero iracheno. Le altre motivazioni, pur sbagliate, erano solo uno specchietto per le allodole; la guerra è stata combattuta per interesse egoistico e per personale ingordigia.

Credo che questa sorto di doppia negazione abbia una valenza propagandistica: infatti, le motivazioni palesi possono bensì risultare sbagliate a noi che ci troviamo a combatterci contro, ma risultano accettabili al sostegno popolare del nostro nemico; se però mettiamo in dubbio la sua stessa credibilità interna, magari quel sostegno si può indebolire. Se Osama bin Laden mangia un panino al prosciutto, forse ci sarà qualche kamikaze di meno.

Quello che, a posteriori, risulta sorprendente, è la generale buona fede dei Leader: essi sono solitamente persuasi di quello che sostengono, e sono pronti a sacrificarsi in nome di quei valori. Hitler era veramente convinto che gli Ebrei fossero i suoi antagonisti principali, e ha sprecato risorse ed energie per distruggere un nemico inesistente. Bush era sicuro che tutti gli Iracheni avrebbero inneggiato alla Democrazia, appena fosse stato dato loro l'opportunità di sceglierla. Gli attentatori delle Torri Gemelle erano convinti che il loro sacrificio avrebbe provocato la palingenesi mussulmana dell'Umanità. Non c'è bisogno della malafede per provocare i peggiori disastri; la buona fede può risultare ampiamente sufficente.

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