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Il Terrorista è un Bambino

Esiste una “formula” della fiaba; questa prevede, fra l’altro, la caduta dell’eroe e il suo riscatto. Sembra che anche per il fondamentalista identitario sia definito un percorso simile: lui personalmente, o i suoi compagni, o gli “innocenti”, hanno subito un affronto, un torto, un’ingiustizia, un’ignominia. L’oltraggio subito è assoluto e incomparabile con qualsiasi altra offesa, per cui qualsiasi violenza è giustificata nel tentativo di vendicarlo. Il fondamentalista viene aiutato da poteri magici, sconfigge le forze del male, vendica l’offesa subita, viene portato in trionfo e il mondo diventa un bel posto dove vivere. Il terrorista islamico è un bambino che sta interpretando una fiaba. Che possibilità ci sono di fermarlo?

Si può provare a spiegargli che la fiaba è fasulla; si dovrebbe mostrare la differenza fra la realtà e l’interpretazione; si cercherà di farlo diventare adulto. Va smontato il meccanismo pezzo per pezzo, per individuare eventuali deformazioni della realtà che possono risultare evidenti. Sfortunatamente, al di là delle contraddizioni intrinseche, il meccanismo in sé sembra ben affermato e radicato nel comportamento individuale.

Proviamo "punto per punto". L’oltraggio subito può essere l’invasione dell’Iraq o gli assassinii mirati in Palestina. Più in generale, il nostro islamista vede la santità dell’Islam attaccata e profanata dall’Occidente in generale. Volontariamente. Si può dire che l’Islam non è poi tanto santo; o che l’Occidente non è così potente; meglio: si dovrebbe dimostrare la scarsa volontarietà dell’Occidente nell’intraprendere una strada del genere. Cioè: all’Occidente, dell’Islam in quanto tale, gliene importa poco e niente. Abbastanza dimostrabile. Forse questo potrebbe togliere l’aura di cattiveria assoluta che caratterizza l’avversario: e anche l’importanza della scelta salvifica dell’Eletto.

Ogni violenza è giustificata. Purtroppo, i tentativi di contrapporre la ragionevolezza religiosa a tale assunto sono destinati al fallimento. E’ un bambino colui con cui abbiamo a che fare: i bambini sono istintivamente distruttivi. Specie i bambini poco amati. E’ possibile far sentire “amato” il nostro bambino? Dalla madre? Dalla società?

Aiuto dei poteri magici: il nostro bambino sente la comunione con Allah e con tutti i martiri che l'hanno preceduto. Non esiste nulla di impossibile, si può e si deve giocare sul caso favorevole. La maggior parte delle volte andrà male, ma, statisticamente, qualche volta andrà bene. Vanno rafforzate le misure di sicurezza. Dovunque.

Viene portato in trionfo. E' un ingrediente importante. Se davvero il mondo islamico, nella sua larga massa, è contro il terrorismo, sarebbe opportuno che lo dimostrasse: condannando i terroristi, distruggendo la loro immagine simbolica. Probabilmente, non c'è da sperarci; tuttavia, storie di disagio o di vergogna per i parenti dei "martiri" potrebbero aiutare a contenere il fenomeno.

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