Inventario delle Identità

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Etica e Migranti

Fra cinquecento anni, i sonnolenti studentelli delle scuole medie contrassegneranno questo periodo non con i nomi di Berlusconi o di Obama, ma con l'etichetta "Migranti". Non ci rendiamo conto di quanto importante sia il fenomeno che si sta verificando, con una parte di Mondo che si riversa dentro un'altra parte e che forza il rimescolamento di tutti i punti di vista e di tutte le certezze.

Ho già contrassegnato un tipo di Identità come Migranti; ma in realtà tutto questo sito ruota intorno a questo stesso problema: perché è nell'affiancamento di un'identità all'altra che si percepisce l'esistenza stessa dell'identità; perché la contrapposizione identitaria col migrante è clamorosamente più significativa rispetto alle altre identità con cui normalmente ci confrontiamo; perché non si tratta di un confronto alla lontana su astratte divaricazioni culturali, ma di una sfida concreta sulla nostra vita qui e adesso; perché il malessere da migrazione richiede urgenti soluzioni sia alla parte migrante che alla parte accogliente, ognuna nella sua specificità. Certo, le identità condivise "esistono" e funzionano a prescindere dai fenomeni migratori; e avete verificato quanto mi piaccia ricamarci sopra e prenderle a pretesto per le più oziose divagazioni. Tuttavia, non ci fossero i Migranti, io stesso mi sarei dato a qualcosa di più significativo. Cosa vi sareste persi!

D'accordo sui Migranti: ma perché trattarne nel capitolo "Etica"? Sempre meglio avere due ragioni, possibilmente indipendenti. Perché i Migranti sono "qui" e mettono a confronto la nostra Etica con la loro Etica, la nostra Giustizia con la loro Giustizia, in una contrapposizione concreta che evidenzia i punti in comune e quelli in opposizione; ma anche perché i Migranti sono la pietra di paragone per verificare i limiti e le asprezze intrinseche alla "nostra" Etica, al nostro senso morale, alla summa del nostro mix identitario.

Cominciamo! Ma anzitutto, una confessione. Non sono imparziale: sono un migrante anch'io. Non so se mi trovo a favorire una parte o l'altra, i Migranti o gli Stanziali: ma tenete conto che posso avere delle reazioni eccessive. Del resto, non condividessi il problema, non ne parleremmo nemmeno. Tanto per ricordarvi Uova con Pancetta.

Non che la mia esperienza di migrante sia particolarmente ricca. Certo, ero formalmente straniero: ma, da una parte, ero "quasi" italiano, essendo nato qui; dall'altra, ero "quasi" e comunque uno straniero, essendo Ebreo; insomma, non faceva una gran differenza. Beh, "quasi". Facciamo un po' di amarcord, leggetevi Quarantotto Ore.

Ci sono opinioni diversificate su come vanno affrontati i Migranti. Si va dalla chiusura più baldanzosa e feroce all'apertura indiscriminata delle frontiere; in mezzo, c'è spazio per la Conservazione Dei Valori Nazionali, per l'Accoglienza dei Disperati, per il Diritto di Asilo, per il Rispettare La Legge, per il Respingimento Controllato. Lo ammetto, il problema è troppo complicato perché io azzardi una soluzione o anche solo un suggerimento; tuttavia, ci sono alcune associazioni di idee di cui vi voglio assolutamente mettere a conoscenza; che poi aiutino la vostra visione del mondo, dipenderà anche da voi: dovete metterci del vostro.

Ve l'ho già detto che sono ebreo? Forse, solo una ventina di volte. Ecco comunque la ragione per la quale vi sorbite i Quattro Rabbini de Il Mio e Il Tuo. La raccontò tempo fa Rav Laras: se mai capiterà d queste parti, spero che mi perdonerà l'approssimazione e le inesattezze.

John Berry, della Queen's University in Canada, ha elaborato un suo schema per definire lo stato del migrante - e dell'accogliente. Lo ritrovate in Mappe dell'Integrazione.

Restiamo in Canada. Charles Taylor è un filosofo canadese. Fra le altre cose, ha proposto il concetto di Riconoscimento, che ritrovate in Riconoscimento e Migranti. Vale la pena di pensarci su.

Oh beh, qualcosa propongo anch'io. Cosa mai vorrà dire Tzimtzùm? Niente da fare, dovete leggervi l'apposito lemma per saperlo!

Finalmente siete pronti per tornare ad Etica.

Per qualsiasi comunicazione: info@identitario.it