Inventario delle Identità

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Etica e Identità

C'è un aspetto dell'identità che non abbiamo elencato nel puntiglioso elenco delle Caratteristiche; o meglio, l'abbiamo lasciato intravvedere, l'abbiamo circumnavigato, mentre parlavamo di Destino e di Sacrifici, di Eroi e di Tradimento. Stavolta, lo affrontiamo direttamente. Si tratta dell'Etica; per meglio dire: dell'Etica come ingrediente di ogni Identità, del riferimento identitario insito in ogni Etica.

Consideriamo la Religione: sappiamo per certo che la Religione delinea una sua Etica, una serie di obblighi e di divieti, di regole da rispettare, di criteri per stabilire quallo che è giusto fare e quello che è sbagliato fare. D'altro canto, un'Etica si contraddistingue non solo come religiosa, ma come specifica di una ben determinata religione, talvolta, di una specifica setta.

Basta generalizzare il discorso, e scopriamo che anche le altre identità hanno "qualcosa" che presenta le stesse caratteristiche dell'Etica religiosa. Lo Stato descrive la sua Etica nelle leggi, nei regolamenti, negli usi e costumi, nel galateo. L'Etnia è meno dettagliatamente descritta, ma il modo di vestire, di mangiare, di parlare, di relazionarsi l'un l'altro, sono tutti capisaldi di un'appartenenza accettata e rimarcata. Quali siano poi le regole della Criminalità Organizzata, è chiarissimo sia ai criminali che ad ogni negoziante estorto, ad ogni drogato che cerca la sua "dose".

Anche le aziende definiscono le loro norme: che possono essere stampate e pubblicizzate, nelle aziende maggiori, oppure sottintese ma ugualmente ben presenti nelle piccole imprese. I Militari godono di un Codice di pace e di un Codice di guerra. I Medici sottoscrivono il Giuramento d'Ippocrate. Per divertirvi, potete giocare a calcio, a scacchi, al lotto, a poker: ma dovrete adeguarvi al funzionamento del gioco che avete scelto.

Insomma: tutto l'universo identitario, nelle sue infinite sfaccettature, è percorso da una frenesia di regole, tabù, segnali, imposizioni, normative. Ogni identità costruisce il suo regolamento, ogni regolamento definisce una adeguata identità. Per ogni identità, e in analogia con le identità maggiori, chiamiamo Etica questo codice di comportamento.

Per l'ennesima volta, mettiamo le cose in prospettiva. C'è una notevole differenza fra "non uccidere" e "mettiti la sciarpa nerazzurra"; come c'è una differenza fra l'essere Ebreo e l'essere Interista. Dico soltanto che, a tempo e luogo, ove prevalga e venga vissuta l'una identità o l'altra, vengono applicati e perseguiti gli appositi sistemi di regole. Comunque, sugli Ebrei e sugli Interisti si può costruire di tutto: leggetevi Commuta O Non Commuta.

Affrontiamo due casi particolari. Ricordate la Famiglia? L'Etica della Famiglia è ben riconosciuta: l'adoperarsi per il benessere del coniuge e dei figli è talmente "naturale" da essere sovente inglobato nelle identità maggiori. Tuttavia, merita considerarla a parte, di per suo. Ci può essere un conflitto fra "non rubare" e "compra un Iphone al pupo".

Finiamo con il Gruppo Uno. Attribuire un'Etica all'egoismo, al soddisfacimento delle pulsioni elementari, al benessere personale può sembrare paradossale, me ne rendo conto: e tuttavia ci sta benissimo, in quest'universo di Etiche che si incontrano e che si scontrano. Datemi l'opportunità di spiegarvi come funziona. Ne riparlo in Etica alta, Etica bassa.

 
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