Inventario delle Identità

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Dizionario

 

Tante persone passano da qui per cercare un sinonimo della parola "Identitario". Ognuno ha i suoi problemi. Questo lemma NON E' dedicato a questi inopinati navigatori; ma tanto vale accontentarli comunque.

Purtroppo, per trovare il "giusto" sinonimo della parola Identitario, dovete localizzare il "giusto" sinonimo della parola Identità. Come abbiamo visto parlando dei Tipi di Identità, quello stesso concetto viene travasato in un numero sterminato di situazioni, di casistiche, di denominazioni, di suggestioni semantiche. Non basta: le interazioni dell'Identità con l'Etica, la Conoscenza e l'Emozione e quelle con Riconoscimento, Libertà e Potere ampliano ulteriormente le possibilità di sinonimia. Sarò generoso e vi fornirò una mia lista di parole che possono valere "Identità" all'opportuno tempo e luogo. Resta inteso che la lista è manchevole e parziale; che non so quale sia il vostro problema; che se mi aiutaste un po' comunicandomi le vostre intuizioni, la lista stessa sarebbe più ricca. Insomma: se non trovate quello che cercate, è anche un po' colpa vostra.

Questa lista di sinonimi della parola "Identitario" è organizzata per riferimento semantico: ma non fatevi ingannare; spesso, il termine che cercate è sotto un riferimento assolutamente astruso.

[Generico] Appartenenza, Gruppo,

[Religione] Religione, Fede, Rito, Etica, Congregazione, Parrocchia,

[Nazione] Nazione, Popolo, Tribù, Società,

[Localistico] Mondo, Nazione, Stato, Regione, Contrada, Luogo, Sfera, Ambito, Circoscrizione, Spazio, Atmosfera, Settore, Campo, Segmento,

[Amicizia] Congrega, Fratellanza, Compagnia, Club,

[Malavita] Gang, Banda, Combriccola, Congrega, Famiglia, Affiliazione,

[Politica] Casta, Lobby, Partito, Idea, Ideologia, Alleanza, EStremismo, Moderazione, Classe

[Esercito] Squadra, Battaglione, Divisione,

[Lavoro] Lavoro, Mestiere, Professione, Impresa, Reparto, Organizzazione, Progetto, Operazione, Team, Iniziativa, Impresa,

[Etica] Etica, Missione, Visione,

[Conoscenza] Illuminazione, Sapere, Teoria, Idea,

[Riconoscimento] Tolleranza, Rispetto, Odio, Guerra, Gentilezza,

[Libertà] Indipendenza, Autonomia, Riscossa, Rinascita, Risveglio,

[Potere] Carisma, Soggezione, Obbedienza, ...

Spero che ne abbiate abbastanza: ma non è di questo che volevo parlarvi. L'abbiamo intravisto parlando di Nemici e di Insulti; le identità non sono solo caratterizzate dalle altre "colonne", le modalità organizzative che si ritrovano più o meno simili in ambienti identitari diversissimi. Esiste anche un particolare rapporto fra l'identità e alcune parole: nel senso che quelle parole acquistano un significato particolarmente pregnante all'interno di un coinvolgimento identitario, e d'altro canto l'identità viene compresa solo a partire da quelle parole. Ho cercato di radunare qualcuna di queste parole-chiave in questo lemma; suggeritemi voi come completare il "dizionario".

Un'avvertenza: ho cominciato a segnarmi queste parole leggendo la "Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo" come emanata dall'ONU. Non che non apprezzi quel documento o le sue finalità: solo, ritengo che vada messo in prospettiva rispetto alle istanze identitarie. Se queste parole sono ambigue, come io sostengo, l'intero documento andrebbe forse rivisto.

  • Cittadinanza. E' il riconoscimento di un'identità già acquisita. Può essere difficoltoso stabilire di quale identità si tratta. Bisogna sapere la lingua? E' necessario condividere la religione prevalente? E' sufficente essere stati nel paese per cinque o dieci anni? Come valutare eventuali trascorsi penali del richiedente? E così via, elencando criteri identitari diversi che, in una maniera o nell'altra, ci sembrano indispensabili in chi vuol vivere "da noi"; anche se magari non sono condivisi dal nostro vicino di casa. D'altro canto, siamo posti di fronte ad un fenomeno, quello dei Migranti, di dimensioni gigantesche, di conseguenze inimmaginabili; un po' di inquietudine viene naturale. Vedi anche alla voce "Sicurezza".

  • Coscienza. Come in: "mettetevi una mano sulla coscienza!". L'appello alla coscienza degli astanti è un metodo usato dai predicatori delle identità per affermarne l'universale validità, per cercare di rafforzare il coinvolgimento identitario e per convincere gli astanti a seguire un determinato comportamento. Il messaggio soggiacente è che tutti partecipano all'identità che viene invocata e che è "sbagliato" non comportarsi come prescritto da tale identità. Un simile misticismo universalistico lo abbiamo visto in Illuminazioni.

  • Cultura. Quanto è programmaticamente ambiguo questo termine. Nasce per definire un confine classista fra il "colto", il "coltivato", colui che ha raggiunto un superiore livello di civiltà grazie allo Studio, e l'"incolto", l'ignorante, il barbaro, l'inferiore. L'Antropologia novecentesca rovescia questa prospettiva definendo "Cultura" come l'insieme delle pratiche e delle credenze di qualsiasi gruppo umano, passando quindi da "Cultura" a "Culture": e prestando poi particolare interesse alle "Culture" degli esseri umani più primitivi. Nel linguaggio comune, la prima accezione resta preminente, con qualche timido tentativo di generalizzazione. A livello identitario, permane la stessa ambiguità: stando sul generale, e riprendendo l'approccio antropologico, "Cultura" diventa sinonimo di Identità, almeno, in molte delle accezioni che abbiamo visto; entrando nello specifico delle singole Identità, "Cultura" indica una Conoscenza acquisita con particolare dedizione e comunque non condivisa da tutti. Vedi Conoscenza - Ignoranza. In questo contesto, viene spesso usata per ribadire una superiorità, all'interno dell'appartenenza data, rispetto ad una manchevolezza. "La Cultura della legalità"; talvolta viene usato in senso dispregiativo, a marcare la separazione dai reprobi: "La Cultura della morte".

  • Dignità.  Parola intrigante. Conservare la propria dignità in situazioni di decadenza vuol dire, di solito, rivendicare, sia pure formalmente, un'appartenenza identitaria: anche se ci si è rivelati inferiori alle aspettative in un'identità alleata o complementare. L'onore della armi che ci viene concesso testimonia della nostra correttezza come soldati, anche se stiamo dalla parte sbagliata, visto che abbiamo perso la battaglia. Nel confronto identitario, il rispetto della reciproca dignità è considerata una condizione essenziale per instaurare una mediazione: ne parlo anche nel lemma Riconoscimento e Migranti. Spesso la dignità viene associata a feticci, simboli di identità che per noi sono importanti. "«Indosso il velo perché credo che mi dia dignità e credo che le persone mi rispettino per questo», disse Lootah [assistente sociale a Dubai], intervistata dal quotidiano Gulf News." Corriere della Sera, 28/2/2009. Vedi anche "Onore". Tuttavia, il "diritto alla Dignità" riconosciuto dalla Carta della Nazioni Unite sembra più indirizzato alla negazione dell'opposto: proclama cioè il diritto di ogni essere umano a non essere umiliato. Vedi quindi alla voce Umiliazione.

  • Diritti. Per la mia partecipazione all'interno di una certa identità mi vengono riconosciute una serie di prerogative: e posso rivendicarle sia per me, sia per gli altri che partecipano a quell'identità. Se sentite parlare di diritti universali, è stata "universalizzata" un'identità: procedura solitamente sbagliata. Oh, insomma: se un contadino afghano non riconosce i "diritti universali delle donne", avrà pure le sue ragioni.

  • Eteronomia. Vale "altra legge". Lo vedremo meglio parlando di Etica , ma anticipiamolo: ogni Identità si porta dietro una sua Legge, più o meno estesa, più o meno cogente. Può succedere che, nell'assieparsi personale o pubblico di molteplici Identità che si sovrappongono e si integrano, le regole di una di esse si trovino in deciso contrasto con le regole di un'altra, senza trovare una conciliazione: creando quindi un ripensamento, una situazione conflittuale, una possibile crisi. Esempi? Il parlamentare laico che fronteggia le esternazioni della Chiesa; il commerciante ricattato dalla Mafia; il Leghista che approva il finanziamento pubblico al comune di Catania; insomma, avete capito. L'occorrenza dell'Eteronomia sembra prefigurare la necessità del tradimento

  • Istruzione. Ne parleremo anche altrove: ma tanto vale anticipare che la Scuola è sorgente primaria, insieme alla famiglia, per la trasmissione dell'identità. Il che va benissimo, se famiglia e scuola sono allineate; ma può succedere, come nel caso dei Migranti, che la scuola italiana venga sentita come un'indebita propaganda di comportamenti immorali. D'altro canto, la Scuola rappresenta un perfetto veicolo per quell'integrazione che, sia pure con significati differenti, è comunque ambita da entrambe le parti. Non ho soluzioni: l'ottimizzazione del problema passa attraverso difficili compromessi. Resta il fatto che non esiste un'istruzione neutrale: anch'essa è assogettata al punto di vista identitario.

  • Libertà. Ogni identità limita, per una ragione o per l'altra, la libertà dell'individuo; nello stesso tempo, riafferma che solo al suo interno l'individuo è davvero libero. La contraddizione conseguente viene risolta con vari arzigogoli concettuali dall'una e dall'altra identità. D'altro canto: libertà per fare che cosa? Probabilmente, per seguire un coinvolgimento identitario diverso da quello che al momento mi tiranneggia, ma che sarà altrettanto severo quando mi avrà in suo potere.

  • Onore. Espressione di adesione ai principi identitari. Chi non ha Onore è fuori dal gruppo. Può succedere che i "paletti" dell'Onore e del Disonore siano incongrui rispetto ai contenuti più pregnanti dell'identità: la fedeltà delle mogli per la Mafia siciliana, il legame sessuale per il Prete cattolico. Vedi anche "Dignità".

  • Ragione. Funziona un po' come la Verità: invocata da tutte le identità, scarsamente credibile, dovunque. Va ricordata la piacevolezza della ragionevolezza (ricordate le Piacevolezze?) e il tentativo, quindi, di associarsi ad essa: al fine di legare maggiormente a sé gli adepti dell'identità stessa. Vale anche in negativo: particolarmente temuta è l'irragionevolezza, di una persona o di un'identità. Va notato quanto sia frequente, fra gli insulti, l'accusa di scarso uso della ragione: "Cretino!", "Pirla!", "Asino!", mettono tutte in dubbio la capacità del soggetto di adeguarsi ad un necessario tasso di ragionevolezza.

  • Reputazione. Ciò che gli altri partecipanti dell'identità pensano di me. Da notare che la reputazione è locale all'identità: cioè, posso avere reputazioni diverse nelle mie diverse identità, senza che questo crei contraddizione. Un politico mafioso può avere una buona reputazione presso la Mafia, una bassa reputazione come membro dello Stato e un'eccellente reputazione come politico. Il nome, fatelo voi.

  • Responsabilità. Come dice la Legge: la Responsabilità è personale. Solo che non è vero: quando ci troviamo ai margini del Dominio della Giustizia, cioè quasi sempre, si esasperano le tensioni fra le varie appartenenze; in particolare, il "mio" giusto entra in conflitto con il "tuo" giusto e la contrapposizione si estende a tutti quanti condividono i miei "valori" e tutti quelli che partecipano ai "tuoi" valori. Vedi le discriminazioni verso i Rom, i Migranti in genere, gli Omosessuali; i conflitti fra i vari schieramenti politici; le intolleranze religiose. Di fronte ad un evento giudicato negativamente, spesso il messaggio che emerge è questo: "sei responsabile per la tua appartenenza". E' interessante che, la maggior parte delle volte, tale ingiunzione venga accettata e ribadita dalla controparte, che solitamente la ribalta in qualcosa del tipo "il NOSTRO comportamento è corretto o comunque giustificato". Naturalmente, è possibile che queste contrastanti visioni del mondo coesistano nelle stesse persone, e che questo generi in loro delle perplessità, delle discussioni, delle possibilità di mediazione e di superamento; più spesso, il tutto degenera nella violenza e nel Dominio della Guerra. Infatti, ritroverete questi stessi temi quando, parlando di Etica, ci sofferemeremo su Dalla Giustizia alla Guerra.

  • Sacro. Le identità comunicano fra loro, si scambiano i ferri del mestiere. La Sacralità nasce e si afferma in ambito religioso; tuttavia, il concetto viene mutuato dalle altre identità, solitamente in funzione assolutizzante: queste cose sono sacre, per cui sono indiscutibili, non negoziabili, protette e da proteggere. Tanto per dire: il sacro suolo della Patria, la sacra bandiera, il Sacrario della Vittoria; le sacre ampolle del Dio Po, di amena tradizione leghista; la sacralità della Legge; l'Inter non è una squadra, è una Fede; la Sacra Corona Unita.

  • Sicurezza. Esiste un risvolto identitario. Viene invocata una maggiore sicurezza anche quando, a ragione o a torto, si sente minacciata la propria identità: situazione frequente in epoche di migrazioni massicce, come l'attuale. In realtà, sembra che la richiesta sia quella di istituire o intensificare un "dominio della guerra" legato al contrasto fra la propria e l'altrui identità.

  • Tradizione. Una risorsa sicura per intensificare il coinvolgimento identitario o per spiegare il proprio attaccamento ad una qualche identità. A me ricorda il "Bevevano i nostri padri?  Si! bevevano le nostre madri? Si! e noi che figli siamo beviam beviam beviamo". Comunque: la "Tradizione" veniva invocata da mia madre quando le chiedevano che ebrea fosse lei mai, visto che si proclamava ostentatamente atea; "Tradition" è il coro di apertura del musical "Il Violinista sul Tetto", un riferimento obbligatorio dell'Immaginario ebraico moderno; "Tradizione" è stata richiamata da Bossi nella sua dichiarazione del 7 Dicembre 2009: in merito alla polemica della Padania, il quotidiano della Lega, contro il Cardinal Tettamanzi, accusato di essere troppo vicino agli immigrati islamici, il capo della Lega ha dichiarato che " ... la gente, oltre alla cristianità, da un peso molto alla tradizione. Si sente sicura, quando sente che la sua tradizione viene rispettata. Se arriva troppa gente, sicuramente la tradizione sparisce. ... ". Naturalmente, la Tradizione a cui ci si appella viene scelta ad hoc per rinforzare la tesi prestabilita, ignorando e cancellando le Tradizioni che accompagnano le nostre innnumerevoli altre identità. C'è anche un'altra incongrunza, che spesso accompagna i richiami alla Tradizione; l'appello alla consuetudine, ai costumi degli antichi, alla purezza originaria, ha in sé qualcosa di contraddittorio: nel momento in cui recupero modalità del passato e le inserisco nel presente, esse diventano "diverse" e nuove rispetto a quelle che prendo a modello. Per stare sul conosciuto: il nero abbigliamento degli Ebrei Ortodossi era stato concepito come "vestito della festa" normale ed appropriato per l'epoca in cui è stato "fotografato" e assimilato: l'inizio dell'Ottocento; oggi è una "divisa" che, anziché confermare la "normalità" dell'Ebreo di buona famiglia, come succedeva in origine, segna il suo distacco dal resto della società. Per tentare un'occhiata nell'orto del "vicino" islamico: i movimenti Salafiti e Wahhabiti vogliono recuperare i modi ed i costumi del Profeta e dei suoi immediati successori; tali atteggiamenti possono sembrare incongrui e comunque alieni quando realizzati nel ventunesimo secolo, così lontano dall'originale settimo secolo.

  • Umiliazione. Tipicamente, l'Umiliazione è individuale: mi viene rinfacciata la mia inferiorità rispetto ad altri o alle aspettative che avevo nei confronti di me stesso. Tuttavia, spesso tale sofferenza è legata a sollecitazioni identitarie. Condivido il disagio se il disprezzo coinvolge la mia famiglia, il mio clan, la mia squadra, insomma, la mia appartenenza. Condividere un'identità, pertanto, vuol dire assumersi il rischio di un'umiliazione; partecipare alla volontà di combattere contro tale eventualità; vendicare l'infausta occorrenza. "Hitler e la Germania con la Seconda guerra mondiale vollero vendicare l'umiliazione loro inflitta con la Prima guerra mondiale" è una frase ricorrente nei libri di testo. Teniamolo presente in tutte le guerre che affliggono il Pianeta, in tutte le umiliazioni identitarie che vengono oggi commesse.

  • Valori. E' il 22 Marzo 2009, la televisione fa un gran parlare dei Valori di Alleanza Nazionale che confluiscono nel nascente Popolo della Libertà. Personalmente, ho i miei dubbi in proposito; ma l'episodio mi ricorda che ogni identità definisce una "scala di priorità", per cui qualcosa è più importante di qualcos'altro. I Valori definiscono un'identità, un'identità propugna i suoi Valori: che siano le Virtù Teologali, l'Italianità, la Legge, l'Omertà o lo scudetto all'Inter. A me sembra un altro nome per l'Etica di un'identità: e ne parliamo nella prossima sezione.

Attendo le vostre aggiunte! Per il momento, torniamo alle più generiche Caratteristiche.

Per qualsiasi comunicazione: info@identitario.it