Inventario delle Identità

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Dalla Giustizia alla Guerra

La responsabilità è personale. E’ un mantra obbligatorio che protegge le democrazie dall’interrogarsi troppo sulle funzioni simboliche del proprio apparato giudiziario e sui rapporti che esso instaura con gli “altri”. Proviamo a scuotere questa tela di ragno con un esempio. La responsabilità dei furti compiuti dagli Zingari ricade su chi ha materialmente commesso i furti. Ma che fare se i furti sono commessi da minorenni non punibili? Se questi provengono da famiglie che li incitano al furto? Se le responsabilità non vengono mai accertate? Ebbene, quello che succede è che la responsabilità scivola da personale a collettiva, la contrapposizione non è più giudiziaria ma bellica.

Questa oscillazione, fra Dominio della Giustizia e Dominio della Guerra, si è verificata altre volte. I colpi più significativi alla Mafia Siciliana sono stati inferti con le leggi speciali a favore dei pentiti, applicando cioè una logica di guerra: a nemico che fugge ponti d’oro. L'abbiamo già detto, quando parlavamo di identità in generale:: il nemico traditore è l’eroe della nostra fazione. E’ valso anche, più propriamente, per le Brigate Rosse.

Si cerca di evitare la Guerra perché il rito della Giustizia contiene un’implicita affermazione della giustezza delle proprie ragioni, che perfino il “nemico”, il criminale, deve riconoscere. Il processo perfetto è quello nel quale il colpevole ammette che i suoi accusatori hanno ragione, o comunque, che non hanno torto, se non eventualmente per qualche particolare secondario: avete sbagliato persona, io non c’ero, i fatti si sono svolti in altro modo, eccetera; ma quello che state facendo, la vostra lotta contro il mio presunto delitto, è la maniera corretta di gestire il mondo. D'altro canto, la contrapposizione tipo Guerra è sì più incisiva e coinvolgente, ma anche più fragile: la propria ragione si scontra con la ragione degli altri, può sorgere il dubbio che una vera “ragione” non esista.

Se viviamo nell'oscillazione fra il Dominio della Giustizia e il Dominio della Guerra, come facciamo a riconoscere "dove siamo"? Per dirne una, possiamo considerare la Tortura.

 

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