Inventario delle Identità

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Criminalità Organizzata

Può sembrare strano e discutibile l'inserimento della Criminalità Organizzata fra le identità. Cioè: è discutibile associare i ricattati, gli estorti, ad una comunità della quale farebbero molto volentieri a meno, quella di chi è "munto" da un criminale piuttosto che da un altro. Di solito, un'identità è sentita come una ricchezza che si vorrebbe condividere con altri, non come un'oppressione da cui si vorrebbe fuggire. Può darsi che la configurazione proposta per questa identità sia sbagliata, che ci si debba limitare a catalogare in questo coinvolgimento identitario solo i criminali "veri" e i loro familiari; tuttavia, ci sono alcuni elementi da sottolineare.

Ricordo che, quando la polizia ha cercato di arrestare dei malfattori in un quartiere del napoletano, ha dovuto fronteggiare una sommossa popolare: evidentemente, per quell'intero quartiere l'identità camorrista era preferibile a quella dello Stato. Un'appartenenza, nata probabilmente tramite costrizione e ricatto, ha dimostrato di sapersi radicare sul territorio e diventare il criterio di riferimento di un'intera comunità.

Un altro episodio: durante l'invasione di Gaza del 2008 da parte degli Israeliani, gli uomini di Hamas costringevano la popolazione a far loro da scudi per sfuggire al fuoco israeliano o alternativamente per aumentare il numero di vittime civili da sbandierare davanti all'opinione pubblica internazionale. In questo caso, sono i rappresentanti di un'identità "regolare", come può essere quella di Hamas, che utilizzano metodi mafiosi nella loro gestione del potere. Da notare che, dopo il ritiro degli Israeliani, il "gradimento" per Hamas a Gaza è comunque aumentato.

A me sembra che anche gli "sfruttati" di una certa identità condividono l'appartenenza a quella stessa identità. Saranno certo più propensi a tradirla, ne sentiranno meno la mancanza se per caso scomparirà: ma la considerano comunque parte "autorizzata" del mondo e si adeguano ai comportamenti che essa stabilisce per loro. L'omertà, così ben stabilita nelle zone soggette alle varie mafie, è una conferma di tale condivisione. La mia ipotesi è che gli Iloti si sentono un po' Spartani anche loro.

Traiamone una considerazione finale: un'identità si diffonde anche con la violenza. Non è un pensiero esaltante.

Se siete ancora di buon umore, potremmo discutere di Migranti.

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