Inventario delle Identità

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Conquista dello Spazio

E' la più antica forma di ricchezza: la proprietà immobiliare. Da quando, nella preistoria, siamo passati da "caccia e raccolta" a "allevamento e coltivazione", l'appartenenza di ogni singola zolla di terra è stata disputata, registrata, scambiata, etichettata, rivendicata. Questa ossessione per il territorio è trasmigrata nelle identità, molte delle quali marchiano lo spazio a testimonianza e a gloria del loro inevitabile trionfo. Naturalmente, questi contrassegni dipendono dal tipo di appartenenza e dagli obiettivi che essa si propone; tuttavia, la persistenza di questa inclinazione fra i diversi tipi di identità ne fanno sicuramente una delle nostre Caratteristiche.

Cominciamo con le Religioni. Ricordo ancora il mio atlante scolastico che mostrava il globo terracqueo suddiviso fra le religioni principali: una suddivisione apparentemente statistica, burocratica, asettica; fino a un certo punto, però. L'Islam, ad esempio, suddivide il Mondo fra dār al-Islām , Casa dell'Islam, e dār al-harb, Casa della Guerra.  L'eventuale "perdita" di un territorio già mussulmano e la sua uscita dalla Casa dell'Islam viene percepito dalla Comunità Mussulmana come qualcosa di sbagliato e di innaturale. E' una delle principali ragioni dell'astio mussulmano verso lo Stato d'Israele, lo Stato degli Ebrei sorto in mezzo ad una regione da sempre mussulmana. La statistica genera violenza.

Il rapporto delle Religioni con il territorio  è ben più profondo di una mera rilevazione geografica. I templi, le chiese e le moschee hanno anzitutto un'utilità funzionale, la possibilità di riunirsi per pregare e studiare i Testi Sacri; tuttavia, è indubbio che questi monumenti contrassegnino il territorio, in maniera più o meno appariscente, ricordando al Fedele il suo contratto con Dio. Stessa funzione ricoprono le edicole sacre, così diffuse nelle contrade più popolari del nostro paese. L'Italia è anche particolare per un'ulteriore sacra colonizzazione: i Crocefissi sono obbligatori in ogni stanza d'ospedale, in ogni aula di scuola, in ogni sala di tribunale.

La gestione dello spazio più estesa e dettagliata è sicuramente quella dello Stato, specie nella sua veste di Stato-Nazione e nei suoi successivi sezionamenti localistici: la Regione, la Provincia, il Comune, il Quartiere. Lo Stato è talmente legato al territorio che non riusciamo nemmeno ad immaginare una terra emersa che non sia parte di un qualche Paese. Lo Stato Nazione viene definito a partire dal suo territorio. Esso non si limita a contrassegnarlo come suo: è lo Stato che mantiene i registri della proprietà terriera e si fa quindi garante di ogni successiva attribuzione. Possono sembrare dettagli burocratici, anche questi: ma ricordiamo che, nella sciagurata guerra Jugoslava degli ann '90, era uso bruciare il catasto per sottrarre definitivamente un territorio ad un'etnia.

Lo Stato ha anche un'importante funzione nella dialettica invasione - repingimento: che si può immaginare anche per altri tipi di identità, ma resta primariamente legato alla gestione dello Stato. L'infinita sanguinosa Storia umana è fatta di aggressioni e resistenze in nome delle più varie entità statali e si attorciglia intorno alle rivendicazioni territoriali.

Le Etnie sono simili allo Stato, hanno quasi sempre un chiaro radicamento territoriale e difendono questo territorio dalle infiltrazioni forestiere. Del resto, spesso l'Etnia dialoga con lo Stato per gestire le proprie barriere. Questa interazione può generare mostri: Hitler era ossessionato dall'idea di rendere la Germania prima, e l'Europa intera poi, Judenrein, ripulita dagli Ebrei.

Esiste un'Identità che si qualifica non per un territorio, ma per la sua assenza: parlo dei Migranti. Tuttavia, più che di mancanza di un legame con la località, si può parlare di un doppio legame: con la terra di origine e con la patria acquisita. Certo, il quadro diventa più complicato e differenziato: per cultura d'origine, per motivazione personale, per carattere individuale. La mediazione fra due luoghi non è nè facile nè gratuita.

La Politica ha bensì delle relazioni con il territorio, ma non ne fa la propria questione centrale; o almeno, non sempre. Un legame preferenziale con una certa zona del paese rischia di squalificare un partito  agli occhi degli elettori delle altre zone. Ricordo comunque per l'ennesima volta le mitiche sezioni del  P.C.I., il Partito Comunista italiano, che punteggiavano certe regioni quasi fossero un contrappeso alle relative chiese. Oggi, la Lega ha instaurato un simile rapporto con il  suo territorio; del resto, un partito sotterraneamente secessionista si può permettere un legame privilegiato con la sua Terra. A livello regionale, esistono anche delle tradizioni più o meno diffuse, più o meno importanti: la Toscana e l'Emilia sono Rosse, il Veneto è Bianco. Per il resto, la Politica occupa il Paese con manifesti, proclami e scritte: ma soprattutto durante il periodo elettorale, e comunque la quantità di sollecitazione è troppa e troppo diversificata per diventare veramente significativa.

La Famiglia ha un suo spazio privilegiato: la casa. Certo, non si tratto di una peculiarità solo simbolica: è utile avere un tetto sulla testa. Tuttavia, esiste anche una trasfigurazione della relazione Casa - Famiglia, tale da associare i due concetti in uno solo: il "nido", il "focolare", il "rifugio", e tante altre metafore che legano la famiglia e la porzione di  spazio a lei assegnata. Analoghe considerazioni valgono per i monasteri, le comuni e in genere per le associazioni radicate in un edificio.

Le Aziende si contendono il territorio con le loro reti di vendita e di distribuzione. La diversificazione dei prodotti e l'aleatorietà nella scelta dei fornitori rendono le mappe molto variabili e poco significative. Ci sono delle eccezioni: provate a leggervi Geopolitica e Coca Cola. Restano poi, naturalmente, i "presidi" di proprietà: gli stabilimenti di  produzione, i negozi dedicati ai propri prodotti, le case affittate ai dipendenti. Lo ammetto: ho visitato da poco lo sconfinato quartiere "Siemens" a Monaco di Baviera.

Il Tifo Sportivo deve molto alle connotazioni localistiche: le squadre di calcio ricordano fin dal nome le città di origine e permettono di sublimare le millenarie animosità reciproche dei campanili italiani; discorso analogo, sia pure a livello più generico, vale per la pallacanestro e la pallanuoto. L'atletica, lo sci e le gare su veicoli vari non sono legate ad uno specifico territorio; tuttavia, anche in quei casi si cerca di stabilire qualche legame territoriale: per la città d'origine del campione, ad esempio, oppure per la nazionalità della squadra; mi viene in mente l'italianissimo tifo per il team automobilistico Ferrari.

C'è una tipologia identitaria che rivaleggia con lo Stato per la precisione con la quale seziona il territorio e definisce quali aree sono di esclusiva pertinenza di un'Identità piuttosto che di un'altra. Non ci siete ancora arrivati? Si tratta della Criminalità Organizzata. Anche sotto questo aspetto, queste Identità rivaleggiano con lo Stato. Le suddivisioni territoriali delle varie Mafie hanno naturalmente un'importanza organizzativa: chi deve pagare il pizzo a chi, chi gestisce le varie attività illegali, come è organizzata la locale catena di comando. Ma nel tempo questo legame diventa antropologico: basti pensare alle guerre fra bande per modifiche della zona d'influenza o anche alle sommosse popolari quando la Polizia arresta qualche boss della Camorra.

Al di là della tipologia identitaria che rivendica un certo territorio, sono interessanti  anche le modalità di tali pretese. La Proprietà è il più tipico dei titoli di appartenenza a cui pensiamo; ma non è l'unico. Talvolta, le Identità marcano il territorio con appositi segnali: pensiamo ai crocefissi disseminati negli uffici pubblici italiani, ai monumenti che glorificano gli eroi della Nazione, alle scritte sui muri delle gang cittadine, all'"arte" dei writers nostrani sui ponti o sui treni, agli ingenui graffiti tipo "Giovanni ama Daniela" o "Sergio R. è stato qui!" che costellano i monumenti nazionali, al "Padania libera" che affligge i cartelli del Nord Italia, ai giganteschi cartelloni pubblicitari che sembrano imporre ad un intero quartiere un detersivo o un cellulare.  C'è un'ulteriore, atroce "marcatura" che dobbiamo ricordare: i bombardamenti, gli attentati, le violenze indiscriminate, le stragi; sono tutti orrori che nascono dalla volontà di disputare un territorio in qualche maniera "altrui", di ribadire l'instabilità di un presunto possesso.

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