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Voi siete qui:  Skip Navigation LinksHome Page > Blog > 10/3/2011 Berlusconi e le Donne


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Berlusconi e le Donne

Mi pone a cimento, costui. Siamo all'interno dello scandalo Ruby, prossimamente il Premier dovrebbe andare sotto processo. Ho un problema tutto personale: trovo qualcosa di anomalo nell'attività sessuale di Berlusconi, nel suo seguito elettorale e nelle comunicazioni di cui ci onora. Vediamo di chiarire qualche dettaglio.

Da un punto di vista politico, non mi importa niente se Berlusconi dispiega la frenetica attività sessuale che emerge dalle intercettazioni. Non credo alla possibilità di ricatto delle sue concubine: sia per il "paradosso del ricatto" (vedi Bunga Bunga e l'ipocrisia della Sinistra), sia per l'accertata munificenza del Premier. Personalmente, resto perplesso soprattutto di fronte all'offensiva mediatica del Presidente del Consiglio; il suo negare e stravolgere le evidenze che emergono dalle intercettazioni mi crea dei dubbi sulla consistenza del reale, e di conseguenza sulla coerenza delle scelte politiche che vengono effettuate dai miei concittadini: con i quali evidentemente condivido questa imperfetta conoscenza della realtà.

Facciamo un esempio: pochi giorni fa Berlusconi ha ribadito che ad Arcore si svolgevano solo riunioni eleganti ed adeguate ad un posto rispettabile come casa sua; solo il giorno prima, in un'intercettazione, due Papi girls si interrogavano sulla possibile diffusione dell'Aids dovuta alla sua frequentazione con ottanta diverse compagne. Nell'Enciclopedia Condivisa, quella sulla quale basiamo la nostra comprensione della realtà e la nostra comunicazione reciproca, cosa viene recepito, cosa resta, cosa fa fede? Quanto possiamo fidarci di questa essenziale struttura, in tempi di inflazione mediatica? E' ancora possibile una Democrazia, quando qualcuno ha la possibilità di modificare lo scenario di riferimento? Non è un caso che una Democrazia ben assestata come quella anglosassone considera con particolare severità le menzogne dei politici (vedi caso Clinton); è un peccato che da noi esse siano ininfluenti.

Anche in questa materia, però, si verifica qualcosa di paradossale. Perché il Premier ha questa compulsiva necessità di smentire una realtà sessuale così corposamente sostenuta dalle intercettazioni? Non si tratta solo dei processi, che sono rimediabili per altre vie; né sembra importare una relazione con la Chiesa, che nei suoi confronti ha evidentemente rinunciato ad un ruolo moralizzatore, in cambio probabilmente di altre sistemazioni ("bisogna contestualizzare", dice monsignor Fisichella). L'unica ammissione che abbiamo finora avuto dal Premier è stato un fuggevole "sono anch'io un peccatore", subito sommerso da tonnellate di rivendicazioni della propria positività. Insomma: Berlusconi mi andrebbe bene (si fa per dire!) se non rimodellasse la realtà mentendo spudoratamente: e mente spudoratamente su argomenti che sono ininfluenti per il suo ruolo di politico: almeno, secondo me. Cosa succede, come mai non riesco a giustificare il comportamento di Berlusconi?

Penso che Berlusconi si sia reso conto che l'affermarsi di una sua immagine di puttaniere gli toglierebbe una consistente fetta di elettorato. Evidentemente, non sono io il suo target di riferimento: le sue considerazioni vanno alla celebre Casalinga di Voghera e ad una ragguardevole fetta di popolazione che, per fortuna del Premier, non legge le intercettazioni ma ascolta la televisione. Risulta pertanto interessante chiedersi quale collegamento ci sia fra l'esuberante comportamento sessuale di un uomo politico e l'accettazione di questa persona da parte dell'elettorato.

C'è un primo livello di contrasto, ed è abbastanza banale. Esiste una forma di "innamoramento" fra le elettrici ed il Leader politico; nel caso di promiscuità sessuale, l'elettrice si sente tradita e rischia di disamorarsi del suo rappresentante. Non che i maschietti abbiano col Leader una connessione più razionale: ma fa perno su altre caratteristiche.

Ad un livello più interessante si situa la cosiderazione sulla mercificazione del corpo femminile e sul disprezzo di genere che ad esso sembra connesso; qui entriamo già in una prospettiva identitaria, sia pure di larga e vaga appartenenza: il proprio essere donna sembra mancare dell'opportuno riconoscimento da parte del rappresentante politico, pertanto si crea una possibile antinomia fra identità di genere e identità di partito, che può portare al non voto.

Per approfondire davvero l'argomento, devo rifarmi alle connessioni fra sesso e famiglia. Una della nostre Identità basilari è l'Identità di Coppia: la quale ruota intorno al rapporto sessuale e all'esclusività dello stesso. Il tradimento della Coppia non consiste nel picchiare la moglie o nell'avvelenare il marito, bensì nell'avere rapporti sessuali con estranei. Il sesso viene gestito e inquadrato in una serie accordi, più o meno sottintesi, che ne consentano una gestione accettabile per la Coppia di partecipanti. Questi accordi possono estendersi e formalizzarsi fino a costituire l'Identità di Famiglia, che prevede particolari cautele e protezioni per i "prodotti" del sesso, cioè per i figli, e che riveste una granulare e granitica rilevanza sociale.

E' vero che viviamo in un'epoca in cui la Libertà sessuale ha minato l'incapsulamento della sessualità nella Famiglia e ha messo in dubbio la stessa struttura di Coppia: ecco perché le feste del Premier, in superficie, sono solo "moderatamente" scandalose e suscitano più ironie che scandali. Tuttavia, stiamo dibattendo di processi ancora in atto e su cui si incardinano risentiti contrasti. E' plausibile che, per una larga parte della popolazione, un comportamento tipo quello di Berlusconi possa mettere in dubbio i propri riferimenti identitari di base, Coppia e Famiglia, conducendo ad un'aporia di comportamento e ad un'insoddisfazione di identificazione politica.

E' probabilmente da queste ultime motivazioni che discende l'insistita campagna di "onorabilità" del Premier, a cui neanche la sfacciata noncuranza di Giuliano Ferrara riesce a mettere fine. La ricostruzione della realtà diventa pertanto indispensabile per conservare il Potere; per raggiungere questo obiettivo, la perdita del comune senso del Vero viene considerato un pedaggio ragionevole.

Consigli di lettura:

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