Inventario delle Identità

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Antiplatone

Platone, il grande filosofo dell'Antica Grecia, nella sua opera "Repubblica" analizza cosa sia il Bene. Fra i vari criteri che gli vengono proposti, e che vengono rigettati, c'è questo: "E' bene ciò che giova agli amici e che danneggia i nemici". Sembra che tale massima fosse iscritta fra le leggi fondamentali della città di Atene, e che gli "amici" in questione fossero appunto i concittadini. Questo principio rispecchia evidentemente una visione identitaria dell'Etica. Ebbene: Platone rifiuta questo approccio, sostanzialmente con argomentazioni universalistiche; propone poi una propria visione di ciò che è raccomandabile.

Dopo 24 secoli, direi che siamo da capo a dodici: l'Etica che applichiamo continua a risentire soprattutto delle nostre appartenenze, delle nostre "amicizie", molto anche delle nostre inimicizie. A questo punto, forse dobbiamo arrenderci: i criteri universalistici non sembrano funzionare con la nostra specie. Naturalmente, abbiamo sempre l'idea giusta per salvare l'Umanità: peccato che, di solito, tale approccio delinei una appartenenza piuttosto che l'altra e generi inevitabili massacri.

Non trattenete il respiro: non ho a disposizione un'Etica sostitutiva rispetto a quella platonica; solo, cerchiamo di riconoscere le nostre limitazioni intrinseche ed applichiamo una sana diffidenza nei confronti di quello che riteniamo il Bene riconoscibile da tutti. Forse riusciremo a farci meno male.

Vi rimando ad Etica Alta, Etica Bassa.

Per qualsiasi comunicazione: info@identitario.it