Inventario delle Identità

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Alleanze di base 

Una caratteristica comune a tutte le identità è quella di voler avere successo: quasi fosse una creatura vivente, un'identità vuole tipicamente "crescere", ovvero coinvolgere più persone, "coinvolgere", cioè essere sempre più importante per le persone che la condividono, "dominare" le altre componenti identitarie, cioè essere un'identità "forte" e più importante delle altre per le persone coinvolte.

In tutto questo sito, corro il rischio di personalizzare troppo le singole identità, trattandole alla stregua di entità autonome e indipendenti. Forse ho commesso questo errore: ma sia chiaro che non vedo le identità come "spiriti" che invadono e posseggono le persone, loro malgrado. Piuttosto, penso che ci sia in ognuno di noi una facilità a recepire un discorso identitario: e che questa nostra caratteristica abbia delle peculiarità di cui è meglio essere coscienti.

Una delle strategie con cui le identità acquistano importanza, è quello delle alleanze (e delle contrapposizioni!) che vengono stabilite con altre identità. Facciamo dei primi esempi.

L'alleanza più facilmente stabilita è quella con il Gruppo Uno, cioè, con i nostri interessi più egoistici. Si lavora per una certa azienda perché, fra l'altro, si ricevono i necessari mezzi di sussistenza; si è clienti di un certo negozio perché i prezzi sono interessanti, o perché ci trattano con riguardo; si aderisce al '68 perché si incontrano ragazze disponibili. Per strano che possa sembrare, ci sono situazioni di contrapposizione con questa fondamentale identità: tipicamente, quelle nelle quali viene richiesto un sacrificio personale per la maggior gloria della "causa". Penso alle richieste di "santità", "eroismo" e "martirio", così caratteristiche delle identità "forti"; ma anche alle diffuse situazioni di volontariato, più o meno religioso. Le unte, gloriose salsicce che mangiavo ai festival dell'Unità d'antan erano legate a simili esempi di abnegazione.

Il discorso sembra contraddittorio. Perché mai il Gruppo Uno dovrebbe accettare una frustrazione nell'interazione con un'altra identità? A me sembra che si tratti di un "pagamento": "spendo" qualcosa sul fronte di un'identità per "acquistare" qualcosa da qualche altra parte. I compagni che mi preparavano le salsicce comuniste al festival dell'Unità si trovavano bensì a lavorare duramente anche nel loro tempo libero, ma acquisivano meriti  all'interno del partito, alzavano la loro reputazione nell'unica compagnia che frequentavano,  sentivano la soddisfazione del Dovere Compiuto Per La Rivoluzione Mondiale. Senza contare l'atmosfera di festa, il piacere dello stare insieme, la partecipazione al rito; ma questo lo approfondiamo fra un po'. Mi sembra che considerazioni di questo genere siano applicabili anche agli altri casi in cui il Gruppo Uno, dopo essere stato blandito, sembra rinunciare a se stesso. 

Un'altra alleanza molto ricercata è quella con la Coppia/Famiglia. Tipicamente, è un'alleanza "fissa" della Religione e dello Stato: ma è anche collegata all'Etnia ed alla Cultura Materiale. Infatti, queste identità inquadrano la Coppia/Famiglia nei propri ambiti, la condizionano e la definiscono; hanno poi cura di esercitare nei suoi confronti un'azione di protezione e di diffusione. Già da questo quadro schematico risulta che il rapporto fra la Società e la Coppia è allo stesso tempo un'alleanza e una contrapposizione. Tutte le identità maggiori impongono il passaggio dalla Coppia alla Famiglia e invocano un legame preferenziale con questa Famiglia, ma naturalmente si tratta della "loro" Famiglia. Una famiglia eterosessuale indirizzata alla procreazione, timorosa del sesso, sicuramente antiabortista, per le identità religiose; la famiglia produttrice/consumatrice del Ministero del Tesoro; la famiglia ritrovo di parenti e amici dei Bassi napoletani e di tante altre realtà di quartiere. Nè si creda che le costrizioni derivino solo dai rapporti con le autorità costituite: se ripensiamo a Romeo e Giulietta, e a tutta la letteratura più o meno conseguente, ci rendiamo conto della forza del legame di coppia e di quanto possa essere osteggiata da altre scelte identitarie.

E' interessante verificare come lo scontro fra identità "forti" si giochi talvolta, in pratica, a livello delle alleanze da loro stipulate con le identità di base. Oh, insomma, la sto mettendo giù troppo dura. Volevo solo farvi notare come, fra Chiesa e Islam, il "fastidio" più ricorrente è incentrato sul tema della Coppia/Famiglia: il ruolo della donna, il numero delle mogli, l'età delle spose, l'infibulazione, l'appartenenza dei figli al marito. Non è un particolare secondario: per la maggioranza delle persone, la Chiesa e l'Islam "sono" le rispettive definizioni della Coppia/Famiglia; l'alleanza diventa sostanza  dell'identità.

Non possiamo parlare di famiglia senza citare un'alleanza classica e granitica: quella della famiglia con la criminalità organizzata. Che sia mafia, camorra o 'ndrangheta, le grandi organizzazioni criminali italiane riservano alla famiglia un ruolo preminente ed esclusivo; come le identità "forti", condizionano cosa deve essere e come deve essere la famiglia; utilizzano i legami famigliari per diffondersi e consolidarsi. Del resto, l'adesione all'organizzazione è spesso denominata come appartenenza alla "famiglia".

Fin qui, abbiamo parlato delle alleanze collegate con le identità basilari. Tuttavia, il discorso sarebbe incompleto se non parlassimo delle contrapposizioni e dei tradimenti che originano da quelle stesse identità; infatti, sono queste le identità più inclini a "cambiare le carte in tavola" in un coinvolgimento identitario. Sto parlando della corruzione, dell'egoismo, del vizio, dell'anteporre gli interessi propri e famigliari alle scelte identitarie che si sono compiute. L'amministratore che fugge con la cassa. Il politico che si fa corrompere. Il prete che  insidia un chierichetto. Il lavoratore dipendente che si dà malato. Il marito che tradisce la moglie. Il soldato che diserta. Il mafioso che collabora con la giustizia. Vi siete fatti un'idea.

Non c'è soltanto il Gruppo Uno all'origine dei tradimenti identitari. Vorrei ricordare la nota giustificazione napoletana: tengo famiglia. Il ruolo della Coppia/Famiglia è preminente in moltissimi casi in cui, ad esempio, il "traditore" ottiene del denaro: destinato prevalentemente alla famiglia, se non richiesto dalla stessa. Potete ripensare al Macbeth di Shakespeare, esemplare caso di tradimento, e al ruolo che gioca la Lady nell'istigazione al delitto. Oppure ripercorrete con me la storia dell'Amministratore Delegato del Porcellino Rosa che scappò in Brasile con i soldi dell'azienda e con una splendida ballerina; tradendo bensì la missione aziendale, la professione, la famiglia, l'Italianità: ma sacrificando tutto in nome della Coppia e delle misteriose grazie della sua innamorata. Di solito, le storie sono più banali: un impiego per il figlio, un ricovero per la madre possono rendere più elastiche le regole, le proibizioni.  Come diceva un conoscente: "una mano lava l'altra e tutt'e due lavano il culo".

Altre associazioni sono più complesse ancora. Avete presente "Dio, Patria e Famiglia"? L'interazione fra Stato e Religione è un grande classico della nostra Storia. Ma ne parliamo in un altro lemma: Alleanze Religiose.

 

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