Inventario delle Identità

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Alleanze Criminali

La Criminalità Organizzata ha un suo fascino: da una parte, se ne sa poco, e pertanto se ne può presumere un'estensione pressocché illimitata; d'altro canto, "sappiamo" tutti che è pericolosa, che è ignobile, che dovremmo starne lontani: e perché allora la percepiamo così capillarmente diffusa? Non che io abbia una risposta; ma possiamo considerare le alleanze canoniche che le vengono attribuite.

Una prima alleanza è quella con la famiglia: e infatti questa parola è entrata nel lessico poliziesco e giornalistico per indicare il nucleo dell'organizzazione di malaffare. Possiamo immaginare che i legami familiari interagiscano con l'identità mafiosa, fornendo questi i requisiti di fedeltà e di appartenenza, producendo quella ricchezza e controllo. Probabilmente, deriva da questa commistione l'attenzione che la Criminalità Organizzata riserva alla correttezza dei rapporti familiari.

C'è un'altra alleanza che salta agli occhi: quella con l'Etnia regionale. Mafia in Sicilia, 'Ndrangheta in Calabria, Camorra nel Napoletano. Sono connotazioni etniche che non hanno altri difensori: sembra quasi che la criminalità sia sorta apposta per difendere tali deboli appartenenze dall'imperialismo culturale dell'industrializzazione. D'altro canto, tale connessione porta in dote all'organizzazione criminale una lingua, un contesto, un sistema di tradizioni, una possibilità di riconoscersi e di radicarsi nel territorio.

Con lo Stato, sicuramente c'è contrapposizione e guerra; tuttavia, il discorso può diventare complesso. In certe realtà, la Sicurezza, la Giustizia, il Lavoro, sono effettivamente amministrati dalla Mafia e non dallo Stato; per cui, è l'Organizzazione Criminale a diventare Stato per la gente; e lo Stato è invece l'estraneo sfruttatore che impone regole infondate e penalizzanti. L'Identità Stato interiorizzata dalla popolazione è riflessa dalla Mafia e non dallo Stato istituzionale.

Un'importante settore a cui abbiamo accennato è quello del Lavoro: certo, l'estorsione mafiosa è una sciagura per l'esercente onesto; d'altro canto, la "pianificazione" esercitata dalla Criminalità Organizzata può eliminare una concorrenza sgradita, evitare problemi di criminalità spicciola, sistemare un congiunto bisognoso o canalizzare un corposo appalto. Di nuovo, un gioco di contrapposizioni e di rafforzamenti reciprochi.

Vorremmo dimenticarcene; ma c'è un'importante categoria che ha stretto con la Criminalità Organizzata un patto granitico. Sono i Drogati: che purtroppo sono sempre di più, sempre più coinvolti, sempre più inseriti nel tessuto "sano" e produttivo della nostra società. Sembra che la 'Ndrangheta sia la fornitrice ufficiale di cocaina per tutta Europa. D'altro canto, a Milano vengono consumate 50.000 dosi di "polvere" ogni week-end: e non sono i poveracci che sniffano. Questa fedelissima alleanza mette la parte "alta" della società civile in contatto e in debito con chi vuole il silenzioso predominio delle strutture criminali.

Dulcis in fundo. Anche qui, l'alleanza più tradizionale e più pericolosa è con la Politica. Certo, perché la macchina dei Partiti ha bisogno di ingenti capitali; sicuramente perché anche la Politica subisce il ricatto mafioso della violenza, degli attentati alla cieca, delle stragi inspiegabili; ma soprattutto perché i voti, gli intangibili, purissimi arbitri della Democrazia consolidata, in certe parti del paese sono "proprietà" e massa di manovra dei potentati criminali locali: e quei voti sono indispensabili per qualsiasi grande progetto ideale, qualsiasi riscatto sociale, umanistico o identitario vagheggiato dall'un leader o dall'altro. La commistione fra Mafia e Politica è di antica data, probabilmente funziona da sempre. Onore ai magistrati che cercano di intaccare il predominio della malavita: ma sembra un po' una fatica di Sisifo.

Basta, per ora, con le alleanze. Andate a leggervi qualcosa sulle Contrapposizioni.

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